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giovedì 25 gennaio 2018

Essence of Steampunk - L'Arte del Riuso

A uno dei primissimi raduni Steampunk a cui ho partecipato, nel programma c'era una conferenza intitolata "Riciclare l'Irriciclabile: come creare i vostri accessori Steampunk partendo da materiali di scarto."
Aurelia Gottifredi, madrina dell'evento
Un tema leggermente diverso, ma frutto della stessa filosofia, è stato invece quello dell'ultimo incontro con la Victorian Steampunk Northern Society: "L'arte del riuso".
–L'essenza dello Steampunk è far rivivere il passato in modo nuovo. Quale modo migliore che trovare un nuovo uso per vecchi oggetti, dando loro una "seconda vita"?
Così apre la giornata il direttore del Mercatino dell'Usato di Gallarate, che si trova all'interno del Complesso Leonardo da Vinci, in via Pietro da Gallarate.
L'intero edificio è un vasto complesso industriale d'epoca.
Ora ospita negozi e ristoranti: il Ristorante Degustibus (A Tutto Malto), poco lontano, è un altro degli sponsor della giornata. Il retro del locale ospita il Birrificio Artigianale di Gallarate. Il programma della giornata prevedeva una visita guidata dal proprietario, conclusa con un assaggio dalla sua selezione (io naturalmente ho scelto una Irish Dark Stout) e la cena per chi desiderava fermarsi.
Gli organizzatori sperano di poter usufruire in futuro di una porzione più ampia degli spazi interni del Complesso, ancora in larga parte dismessi, come setting per eventi di più vasta portata, come set fotografici in costume o un grande raduno Neo-Vittoriano.
Personalmente mi auguro che il Complesso Leonardo da Vinci di Gallarate segua le orme del Museo del Tessile di Busto Arsizio, e diventi parte di una rete logistica che sarebbe la sede naturale per manifestazioni di questo tipo.
Questo blog continua a impegnarsi in tal senso.
Chi non ha partecipato alla visita guidata è rimasto invece a prendere il tè in uno spazio appositamente predisposto del Mercatino dell'Usato. Il Mercatino infatti, ha fornito parte degli arredi scenici del Salotto Steampunk all'ultima edizione del Gallarate Comics & Games.
All'interno di questo salotto improvvisato si è tenuta anche una piccola sessione fotografica, e la presentazione del libro Strider di Luca Grassi, un curioso steam-fantasy in cui la "Lingua antica" é una rivisitazione del dialetto di Busto Arsizio. "Non sono un linguista come Tolkien" commenta l'autore sul suo libro "se avessi provato a inventare un linguaggio, avrei fatto solo pasticci. Perciò ho usato quello che avevo".
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lunedì 22 gennaio 2018

Grand Guignòl de Milan: F.E. ultimo atto

Forse è solo una mia impressione, ma ho notato che, nei giorni precedenti a uno spettacolo del Grand Guignòl de Milan, le visite al mio blog aumentano di un poco, e gli articoli più visitati sono quelli che parlano proprio del Grand Guignòl.
Forse la fama del Convivio d'Arte si è sparsa, e qualche nuovo spettatore vuole farsi un'idea di quello che sta andando a vedere.
Non sono sicuro che questo si traduca in un effettivo aumento delle presenze in teatro, né ho la presunzione di affermare che, se davvero succede, sia tutto merito mio, ma penso di avere la responsabilità di rendere nella maniera più accurata possibile quello che succede sopra e attorno al palco.
Essendo questa una replica, mi aspettavo che non ci fosse troppo da dire, solo una nuova sede per un vecchio copione, ma il Grand Guignòl tiene sempre in serbo qualche orribile sorpresa per il suo orribile pubblico.
I quattro racconti messi in scena sono gli stessi dell'edizione di Londra, viene tuttavia abbandonata, oltre all'Inglese volutamente pessimo, la storia di cornice, che vedeva un fraticello subire, all'inferno, ogni genere di tormenti, sostituita da una serie di siparietti che collegano le storie tra loro, in cui dei servi di scena curvi e deformi subiscono ogni sorta di ingiurie dal presentatore.
É possibile che il pubblico italiano, specie dopo il passaggio da Roma, sia troppo moralista per sopportare le ingiurie a un povero fraticello. Non ha invece alcun problema nell'imporre un ben più umiliante trattamento a un paio di sciocchi e inutili servi, al contrario della barbara Londra, anti-papista per lunga tradizione, dove uno Statuto dei Lavoratori (Statute of Labourers) esisteva già fin dal quattordicesimo secolo.
Il frate fa comunque una breve comparsa nella storia della Vedova del Sempione, di cui resta vittima, anche se, privato del suo ruolo più ampio, sembra un po' fuori contesto, ma é l'unico lato negativo, a mio parere, di uno spettacolo altrimenti ben riuscito come al solito.
Spicca invece per la sua apparente assenza Miki Barbieri Torriani, ma la rivedremo nel numero di chiusura, in cui ripropone il ruolo della bambola meccanica che avevamo già visto a Londra, ma in una versione perfezionata che potrebbe essere la sua migliore interpretazione di sempre.
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