L'ultimo week-end di Settembre, passato l'Equinozio, torna il Claddagh Fest di Ameno, che ormai ha raggiunto il suo settimo anno.
Nonostante la ricorrenza, resa ancora più magica dalla presenza della Luna Piena nella seconda notte del Festival, ho avuto l'impressione di un leggero calo di tono rispetto agli anni passati, e l'anno scorso in particolare. Nello specifico, mi sembra di aver notato una riduzione di presenze tra le associazioni storiche, che dovrebbero essere il cuore di una manifestazione del genere, e la comparsa di una nuova area dedicata al wellness (ospitata all'interno del cortile della casa di riposo Don Orione) che per quanto attrattiva per alcuni, e utile per coinvolgere gli ospiti della Casa di Riposo nelle più vaste attività del Festival, mi suona come una nota stonata, che non si accorda alla perfezione con lo spirito del Claddagh, né con il motivo che mi ha portato qui in questi anni.
L'evento culmine tuttavia è quello che ha chiuso il Festival, lo spettacolo delle Celtic Roses, che quest'anno è stato reso ancor più vario ed entusiasmante dalla partecipazione di ospiti speciali.A parte le mie considerazioni personali, quello che mi preoccupa è che in questo paese, a differenza che in altri, le associazioni di carattere storico non ricevono alcun sostegno istituzionale, e hanno quindi ancora più bisogno del contatto con il pubblico per rimanere in piedi.
Questa è stata la mia impressione, ma da programma, non sembra esserci stato un calo nelle attività che hanno coinvolto il pubblico, tra cui scherma, tiro con l'arco e laboratori di archeologia viva, quindi potrei essere io ad essermi, banalmente, perso qualcosa, perché non era dove mi sarei aspettato di trovarla.
Questa è stata la mia impressione, ma da programma, non sembra esserci stato un calo nelle attività che hanno coinvolto il pubblico, tra cui scherma, tiro con l'arco e laboratori di archeologia viva, quindi potrei essere io ad essermi, banalmente, perso qualcosa, perché non era dove mi sarei aspettato di trovarla.
Tra le conferenze a cui ho assistito spiccano quella sulle pietre coppellate, che si riallaccia, per una fortunata coincidenza, con la mia esperienza del mese scorso ad Avebury (anzi conferma l'antico legame tra le nostre terre e le Isole Britanniche, da cui la distanza non è che un'illusione) e quella tenuta dal Professor Roberto Fontana, grande esperto dell'opera di Tolkien e in particolare delle lingue elfiche.
Preferisco tuttavia rimandare questo argomento a un articolo dedicato alla parte fantasy del Festival.
Sempre variegata invece è la proposta musicale, che fonde la tradizione locale con il vasto scenario folk europeo e atlantico, e continua ad attirare una quantità sempre crescente di pubblico.
Anche di questo però preferisco parlare più nel dettaglio in un prossimo articolo.
Continuate a leggere.
Introduzione
Area Fantasy
Celtic Roses















