Duca di Insubria
sabato 31 ottobre 2026
venerdì 30 ottobre 2026
Il Regno e la Metropoli
Alcuni tra i miei lettori mi avranno sentito parlare, forse, dell'Età della Polvere, un improbabile ma sorprendente post-apocalittico alla Mad Max, ambientato tra le rovine della provincia di Pavia.
A quanto pare, la capitale longobarda nascondeva un'altra insospettata scrittrice.
La vicenda si svolge in una non identificata città lombarda, il cui nome è stato dimenticato... assieme a tutto il resto.
L'ambientazione rimane, concettualmente, post-apocalittica, ma mescola elementi di Urban Fantasy ed elementi surreali a metà strada tra il fiabesco e l'horror, con un po' di ironia che mi ha ricordato per un attimo certe gemme degli anni '90.
L'autrice, e questa è stata la vera sorpresa, è una delle più vecchie e care amiche di questo blog, potrei dire anzi che siamo quasi partiti assieme (in realtà credo che il nostro primo incontro potrebbe addirittura essere di pochi mesi precedente all'apertura di questo blog).
Sto parlando di Nana Oximoron, al secolo Elisa Francia, sarta, costumista, Cosplayer, attrice di teatro (a livello locale) e a tempo (molto) perso, organizzatrice di eventi e presentatrice.
Sto parlando di Nana Oximoron, al secolo Elisa Francia, sarta, costumista, Cosplayer, attrice di teatro (a livello locale) e a tempo (molto) perso, organizzatrice di eventi e presentatrice.
Cosa l'ha portata ad aggiungere anche "scrittrice" a quella lista? Secondo quanto rivelato da lei stessa, si tratta di un romanzo scritto all'età di ventiquattro anni, poi abbandonato e rimasto per lungo tempo sepolto in un cassetto.
Di recente la bozza è stata ritrovata e risistemata, pubblicata in autonomia e portata su uno stand del Bereguardo Fantasy Festival.La vicenda si svolge in una non identificata città lombarda, il cui nome è stato dimenticato... assieme a tutto il resto.
Un evento improvviso ed inspiegabile ha infatti cancellato i ricordi degli abitanti, ora ridotti a schiavi senza volontà per i loro nuovi padroni, misteriosi esseri fatati e maligni. che chiamano se stessi Warmuth.
Tuttavia, non tutti sono stati prosciugati: alcuni, per tenacia o pura disperazione, sono riusciti a conservare parte della loro coscienza, e si sono rifugiati in un labirinto di cunicoli sotterranei (la Metropoli) dove cercano di recuperare i loro ricordi guardando vecchi film, sebbene finora con scarso successo.
Se sono riuscito ad incuriosirvi, leggete il libro: Il Regno e la Metropoli, di Elisa Francia. Disponibile anche in versione Ebook.
mercoledì 28 ottobre 2026
La Fucina Steampunk
I miei lettori di vecchia data conosceranno già Victorian Steampunk Italy - Northern Society, gruppo attivo soprattutto in Lombardia e parte del Piemonte, e forse qualcuno dei più attenti mi avrà sentito nominare anche l'Associazione Culturale Steampunk Nord-Est.
Da Gennaio di quest'anno tuttavia, un nuovo gruppo si è unito a quella che ormai possiamo considerare una vera e propria confederazione neo-vittoriana per il Norditalia.
Il nome, "La Fucina", nasce proprio per evidenziare quello che da sempre è uno dei capisaldi della cultura Steampunk: la creazione, sia a livello artigianale che Handmade, purché non si discosti troppo dai canoni e dall'estetica che contraddistinguono lo Steampunk come genere.
Sto parlando de La Fucina Steampunk, un gruppo attivo nella zona tra la Liguria e il Piemonte, che comprende tra le sue fila sia nomi già noti all'interno della Comunità, come il veterano Michele Lusso e Simona Roverano, sia alcune già molto agguerrite nuove leve.
Al timone troviamo Elisabetta Barcellona, che ringrazio, assieme ad Aurelia Gottifredi, per avermi fornito le informazioni per questo articolo.
La Fucina nasce nel più largo ambito dello Steampunk del Norditalia, con cui, nonostante la recente formazione, si è trovato subito in armonia.
Dopo la recente partecipazione del Gruppo ad Alecomics (Alessandria) e al Bereguardo Fantasy Festival (Pavia) a fianco di Victorian Steampunk Italy - Northern Society anzi, è iniziato un rapporto di collaborazione poi esteso ad Associazione Culturale Steampunk Nord-Est e a Original Steampunk Sardegna, creando qualcosa che da questo lato delle Alpi è un inedito: una confederazione di gruppi che, per il momento non è ancora sulla carta, ma è già attiva e collabora a livello informale.

"Condividiamo la stessa visione" ha detto Aurelia Gottifredi "e abbiamo già fatto cose insieme, che hanno funzionato molto bene. Sta nascendo una realtà dove ci sono molte idee".
La stessa Elisabetta Barcellona, da parte sua, si mostra molto gentile e collaborativa: conferma con entusiasmo quanto detto da Aurelia riguardo la collaborazione dei diversi gruppi e associazioni di cui sopra, compresa la partecipazione ai vari eventi, come il Bereguardo Fantasy Festival e Alecomics.
Ci tiene inoltre a precisare che La stessa Fucina Steampunk non è un'associazione, ma un gruppo di amici che condivide la stessa passione per lo Steampunk.
Elisabetta mi parla inoltre di Steamlandia, una mostra itinerante che segue il gruppo di evento in evento, con lo scopo di mostrare quanto realizzato sia da loro stessi che dagli altri gruppi con cui collaborano.
Nell'attesa che Steamlandia arrivi nelle sale del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, continuate a leggere.
mercoledì 21 ottobre 2026
Bereguardo Fantasy Festival: Conclusioni
Cari lettori, questo è un articolo che ho rimandato a lungo, e che persino adesso sto scrivendo con una certa riluttanza.
Di solito non mi piace parlare dei lati negativi degli eventi a cui partecipo, e se noto qualcosa che non mi soddisfa o non ritengo adeguato, preferisco andarmene in silenzio, depennare quel particolare evento dalla mia lista e non tornare mai più sull'argomento.
L'anno scorso, per il poco che ho potuto, anche io ho cercato di dare una mano, pur non essendo mai, di nuovo, direttamente coinvolto.
Quest'anno tuttavia, uno di loro ha lasciato l'organizzazione del Festival, per motivi più che validi, che preferisco non divulgare in questa sede.
La sua assenza tuttavia è stata notata, e non solo da me: quest'anno l'organizzazione del Festival è stata approssimativa e caotica, senza nessuna novità rispetto all'anno scorso, con una scaletta raffazzonata e la mancanza di elementi fondamentali (banalmente: un microfono).
Di solito non mi piace parlare dei lati negativi degli eventi a cui partecipo, e se noto qualcosa che non mi soddisfa o non ritengo adeguato, preferisco andarmene in silenzio, depennare quel particolare evento dalla mia lista e non tornare mai più sull'argomento.
Il Bereguardo Fantasy Festival però è differente: fin dalla sua prima edizione ho avuto un coinvolgimento personale con esso, pur non prendendo parte, direttamente, alla sua organizzazione.
Questo perché tra i principali promotori del Festival si trovavano alcuni tra i miei più cari amici di vecchia data.
L'anno scorso, per il poco che ho potuto, anche io ho cercato di dare una mano, pur non essendo mai, di nuovo, direttamente coinvolto.![]() |
Non si possono mettere delle persone su un palco e non dare loro un microfono! |
La sua assenza tuttavia è stata notata, e non solo da me: quest'anno l'organizzazione del Festival è stata approssimativa e caotica, senza nessuna novità rispetto all'anno scorso, con una scaletta raffazzonata e la mancanza di elementi fondamentali (banalmente: un microfono).
La cosa che mi ha maggiormente disturbato tuttavia, e non sono stato l'unico a notarla e neppure il primo, è l'atteggiamento di disinteresse, quasi di supponenza, nei confronti del pubblico. Ho avuto la spiacevole impressione che il Festival di quest'anno sia stato trattato quasi come una festa privata, a cui invitare gli "amici", ma che offre poco o nulla al pubblico, a cui tuttavia è stato richiesto un prezzo d'ingresso maggiore rispetto all'anno scorso.
Un atteggiamento che ormai vediamo in diversi (troppi) ambiti, primo fra tutti la politica, ma che avrei preferito restasse fuori dal mondo del Fantasy e del Fumetto, tradizionale rifugio, per chi un cervello ce l'ha, dall'altezzosa incompetenza di chi manda avanti il cosiddetto mondo reale.
Continuate a leggere.
lunedì 19 ottobre 2026
Bereguardo Fantasy Festival: Mostri, Stregoni e Assassini
Bereguardo Fantasy FestivalQui la Magia è artigianaleSe non sai cos'è un Mezzorcolo scoprirai al banco del personale
(Inno del Festival)
Ciascun gruppo si dedica a un particolare universo narrativo, interpretandone i personaggi e mettendo in scena parti della storia, come una sorta di compagnia teatrale, impegnata in una nuova Commedia dell'Arte dove gli eroi dei fumetti, film e videogiochi hanno preso il posto delle maschere classiche, ma non mancano neppure personaggi e storie originali, seppure ispirate a temi e motivi ricorrenti, come l'orrore gotico, l'High Fantasy, l'avventura e i pirati, e persino ad autori di romanzi classici, per esempio Jane Austen.
Al Bereguardo Fantasy Festival di quest'anno, tre di questi gruppi hanno attirato la mia attenzione: il primo era dedicato alla serie di videogiochi di "Cappa e Spada" Assassin's Creed, la cui storia racconta di uno scontro secolare tra l'Ordine degli Assassini e i loro nemici, i Cavalieri Templari.
Il secondo gruppo era The Elder Wire, una compagnia di figuranti senza una storia precisa alle spalle, ma a tema High Fantasy e Fantasy Medievale, ispirato ai classici tolkieniani e al Dungeon Crawling alla D&D... ma non è tutto: the Elder Wire infatti è un ramo di Jedi Generation, un'altra associazione, già nota ai miei lettori più assidui, che si ispira alla saga di Star Wars.
L'ultimo gruppo, ma non il meno im portante, era Midnight Hero Cosplay, i cui membri sono specializzati nell'impersonare i grandi eroi Marvel e DC. Come loro tuttavia, anche questo gruppo ha una doppia identità.Quando calano le tenebre si trasforma in Midnight Horror Cosplay, ispirandosi sia alle classiche storie gotiche di paura, come Dracula e Frankenstein, che ai più recenti mostri del cinema, come Freddy Krueger e Jason Voorhees. La mia carrellata sul Bereguardo Fantasy Festival potrebbe concludersi con loro, ma ho ancora un'ultima cosa da aggiungere.
Continuate a leggere.
venerdì 16 ottobre 2026
Bereguardo Fantasy Festival: Villaggio Medievale
Il 9-10-11 Ottobre 2026 il Bereguardo Fantasy Festival ha raggiunto la sua quarta edizione. Per ragioni mie, che chiarirò in seguito, preferisco rimandare le mie considerazioni sul Festival stesso, e concentrarmi sulle associazioni che hanno partecipato.
La parte del Festival che ha avuto maggiore successo, almeno quest'anno, è stata a mio avviso il Villaggio Medievale, a cui gli spalti del castello hanno fatto da sfondo ideale. Il "villaggio", forse sarebbe più appropriato chiamarlo accampamento, è stato messo in piedi da diversi gruppi di ricostruzione storica, provenienti soprattutto dalle zone di Pavia e Vigevano.
Tra le mura si è inoltre tenuto un vero e proprio torneo, solo di scherma, non ci sarebbe stato abbastanza spazio per una giostra con i cavalli. In compenso è stato allestito un campo di tiro con l'arco. L'atmosfera medievale si è inoltre estesa all'area ristoro, dove era possibile provare cibi storici, ma soprattutto bevande, dal Mulso all'Ippocrasso, fino al sempre presente Idromele.
Nella serata di sabato è stato inoltre possibile ascoltare un vero esperto di tattiche di guerra medievali, che ha esposto la differenza tra gli assedi come li vediamo nei film e quello che doveva essere un vero assalto a un castello, a una cittadella o a una città murata.Per chi non era in grado di tenere in mano una spada o di centrare un bersaglio con una freccia tuttavia, una vivace atmosfera da vecchia locanda si poteva respirare sotto le tende, con tanto di giochi medievali, che sono stati probabilmente gli antenati dei nostri giochi da tavolo.
I bizzarri personaggi che si potevano vedere seduti davanti a noi tuttavia, evocavano forse un'atmosfera simile a Brancalonia, un'ambientazione fantasy italiana che si poteva trovare nell'area dedicata ai giochi di ruolo, all'interno delle sale del Castello.
L'atmosfera è stata suggestiva, piacevole e accattivante, anche se a tratti poteva sconfinare dal Medioevo puro a qualcosa di più fantasy o piratesco. Per quanto mi riguarda, credo che sia stata una delle parti meglio riuscite di tutta la fiera, se non la meglio riuscita.
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mercoledì 7 ottobre 2026
Celtic Roses: Atlantic Steps
Anche quest'anno il Claddagh Fest si è chiuso con lo spettacolo delle Celtic Roses, il cui destino sembra legato a quello dal festival stesso.
In questa edizione la presenza delle Celtic Roses si è concentrata sull'ultima giornata, nel pomeriggio con uno stage di danza aperto al pubblico (a cui naturalmente ho partecipato), e poi, dopo la pausa della cena, con l'evento clou della giornata e forse dell'intero festival, cioè lo spettacolo, che quest'anno ha avuto come titolo Atlantic Steps.
In questa edizione la presenza delle Celtic Roses si è concentrata sull'ultima giornata, nel pomeriggio con uno stage di danza aperto al pubblico (a cui naturalmente ho partecipato), e poi, dopo la pausa della cena, con l'evento clou della giornata e forse dell'intero festival, cioè lo spettacolo, che quest'anno ha avuto come titolo Atlantic Steps.
Le Celtic Roses ci hanno ormai abituato a un repertorio che va oltre le Danze Irlandesi in senso stretto, e spazia su un vasto immaginario globale. La proposta di quest'anno non fa eccezione, anzi ampia la prospettiva aggiungendo stili come il Flamenco e il Tango Argentino, e gli elaborati costumi delle danze dell'Europa dell'Est.
A farci da guida e prima donna in questo viaggio musicale, come sempre troviamo la talentuosa Perla Davide, ma qui arriva la prima grande novità, che per molti appassionati di vecchia data è di fatto un ritorno alle origini.
Quest'anno infatti Perla e le Celtic Roses sono accompagnate da un'ospite speciale, Anna Cislaghi, che porta con sè tutto il suo repertorio di danze dall'Irlanda alla Russia, e come nel suo stile, non manca di coinvolgere il pubblico in un enorme cerchio ai piedi del palco.
Ho parlato di ritorno alle origini: per capire perché, occorre tornare ai lontani albori di questo blog, quando frequentavo le Notti d'Ys e Anna e Perla, assieme, erano una presenza fissa sul palco.
Tuttavia, Atlantic Steps ha dimostrato due cose importanti: che non abbiamo nessun bisogno delle Notti d'Ys per mettere assieme un grande spettacolo di danza, e, ancora più importante, che quello che è destinato a stare assieme trova sempre la strada per ricongiungersi, per quanto lunga e contorta possa essere, e per quanto grandi siano gli ostacoli lungo il cammino.
Credo che in fondo questo potrebbe essere anche il messaggio di fondo dell'intero spettacolo: dopo tutto, i Celti hanno di fatto creato l'Antica Europa secoli prima che arrivassero i Romani, mentre i Vichinghi non solo hanno raggiunto l'America cinque secoli prima di Colombo, ma hanno anche creato il primo nucleo di quella che oggi chiamiamo Russia, il Principato di Kyiv, mentre la Moscovia inizia la sua storia come protettorato mongolo.
Credo che in fondo questo potrebbe essere anche il messaggio di fondo dell'intero spettacolo: dopo tutto, i Celti hanno di fatto creato l'Antica Europa secoli prima che arrivassero i Romani, mentre i Vichinghi non solo hanno raggiunto l'America cinque secoli prima di Colombo, ma hanno anche creato il primo nucleo di quella che oggi chiamiamo Russia, il Principato di Kyiv, mentre la Moscovia inizia la sua storia come protettorato mongolo.
I capricci della politica attuale non possono cancellare tre millenni di storia.
La musica e la danza al contrario, sono un linguaggio universale che ha accompagnato l'Umanità fin dai suoi albori, da sempre intimamente connessi con il Mondo degli Spirit e della Magia.
Per quanto riguarda me, non ho molto da aggiungere: spero di essere riuscito a trasmettere un po' di questa magia anche a voi.
Continuate a leggere.
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