Va bene, non vi mentirò: questo film è ridicolo, sciocco e forse anche un po' infantile. E va bene così.
Perchè è un film basato su un cartone animato vecchio di quarant'anni, il cui scopo era (ed è) vendere giocattoli. E quindi si rivolge ai bambini di un tempo, ma anche a quelli di oggi, con le sue buffonate sopra le righe e la sua morale da scuola elementare, ben sapendo di essere una buffonata, e magari infilando tra i costumi ridicoli e i personaggi assurdi una verità più profonda.
Da bambini pensavamo che un eroe fosse qualcuno di invincibile. Da adulti, abbiamo capito che potrebbe essere più eroico fallire e rimettere insieme i pezzi.
Ed è quello che fa questo film: riprende gli eroi iper-muscolosi della nostra infanzia, li smonta pezzo per pezzo, anche con una logica un po' decostruzionista, e poi li rimette insieme.
Questo è particolarmente evidente in due scene: una battuta di Duncan ("Fallire è rendersi conto che non sei la persona che pensavi di essere") E il momento in cui il Principe Adam, spezzato e sconfitto, riprende in mano la sua spada e affronta di nuovo Skeletor.
Sì, forse è una morale da quinta elementare, ma in un mondo polarizzato come quello di oggi, potrebbe essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.
Duca di Insubria
venerdì 5 giugno 2026
mercoledì 20 maggio 2026
The Mandalorian and Grogu
C'è sempre il rischio, nelle grandi saghe multimediali e multiversali, che "il Film" non sia molto di più di una lunga puntata con effetti speciali più costosi e una fotografia di qualità più o meno superiore.
Questo film sembrava soffrire dello stesso difetto: solo un altro episodio delle avventure del Mandaloriano.
Ma il titolo non è The Mandalorian. È The Mandalorian & Grogu. La storia non decolla veramente finchè il piccolo Grogu non entra in azione, infatti credo che questo film sia una parte importante dello sviluppo del personaggio, che nella serie era poco più di un comprimario.
Non mancano momenti che mi hanno fatto sorridere, ma è la battuta finale che racchiude il significato di tutto il film.
No, non vi dirò qual è. Andate a vederlo.
Non mancano momenti che mi hanno fatto sorridere, ma è la battuta finale che racchiude il significato di tutto il film.
No, non vi dirò qual è. Andate a vederlo.
Novegro Spring 2026 - Introduzione
Eccoci arrivati a un'altra edizione del Festival del Fumetto di Novegro, questa volta primaverile.
L'organizzazione della Fiera ha voluto approfittare del bel tempo per cercare di risolvere, o almeno tamponare, un problema logistico che, da tempo, affligge non solo Novegro, ma tutte le fiere del fumetto in Lombardia e in Italia: la fame di spazio.
Eventi di questo tipo infatti, attirano moltissime persone, molte di più di quanto i poli fieristici sono progettati per contenere, e questo di regola risulta non solo in padiglioni affollati, ma anche nelle diverse aree di esposizione addossate le une alle altre, quasi impacchettate tra di loro. Quest'anno invece, la grande novità è stata spostare il palco nell'area esterna, liberando in questo modo una considerevole quantità di spazio all'interno del secondo padiglione. I Cosplayer si sono trovati a loro agio nel grande parco, già da tempo utilizzato per delle vere e proprie sessioni fotografiche improvvisate, sia individuali che di gruppo.
Eventi di questo tipo infatti, attirano moltissime persone, molte di più di quanto i poli fieristici sono progettati per contenere, e questo di regola risulta non solo in padiglioni affollati, ma anche nelle diverse aree di esposizione addossate le une alle altre, quasi impacchettate tra di loro. Quest'anno invece, la grande novità è stata spostare il palco nell'area esterna, liberando in questo modo una considerevole quantità di spazio all'interno del secondo padiglione. I Cosplayer si sono trovati a loro agio nel grande parco, già da tempo utilizzato per delle vere e proprie sessioni fotografiche improvvisate, sia individuali che di gruppo.
Un esperimento che lascia tuttavia aperta una serie di problemi, non solo la domanda "cosa faranno il prossimo inverno".
L'Area Ristoro infatti è stata a sua volta spostata al posto della precedente area palco, liberando tra le altre cose, una strozzatura tra i due padiglioni principali, ma creando un altro, tutt'altro che trascurabile paradosso logistico.
L'area del Villaggio Cosplay, che prima era il cuore della Fiera, sembrava quasi vuota, mentre le altre zone, che non hanno subito alcuna modifica, erano affollate come sempre.
In particolare, l'Area Autoproduzioni e l'Area Giochi continuano a condividere lo stesso padiglione come nelle edizioni precedenti, mantenendo quella stessa sensazione di claustrofobia e di caos, e limitando gravemente il potenziale di entrambe: la prima sembrava scoppiare, mentre la seconda si è ridotta a un assembramento di tavoli che non offriva una reale varietà di proposte. Un problema che si sarebbe potuto evitare, a mio avviso, semplicemente scambiando l'Area Ristoro con l'Area Giochi, cosa che spero di vedere nelle prossime edizioni.
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venerdì 8 maggio 2026
Legnano (quasi) Beltane - Parte Terza: i Vichinghi
A credito dei duellanti, va la loro capacità di adattarsi allo spazio ridotto, e di attirare il pubblico nonostante la posizione precaria. Si tratta dei Berserkir, no, non i leggendari guerrieri che indossavano pellicce d'orso in battaglia, ma un gruppo di rievocazione storica di epoca vichinga con sede a Garbagnate Milanese.
Oltre a praticare la scherma storica, il gruppo si occupa di Living History e Craft, cioè la ricostruzione dello stile di vita vichingo attraverso riproduzioni di vestiti e accessori, come pettini, monete o attrezzi, realizzati con tecniche e materiali il più possibile vicini a quelli dell'epoca.
In pochi minuti con loro ho imparato diverse cose sui vichinghi, che neppure io sapevo: certo, i vichinghi avevano le navi, ma come si vestivano? cosa mangiavano? E cosa poteva dirci questo di loro? (il tipo di stoffe che usavano può darci numerosi indizi sull'estensione delle loro rotte commerciali).
In pochi minuti con loro ho imparato diverse cose sui vichinghi, che neppure io sapevo: certo, i vichinghi avevano le navi, ma come si vestivano? cosa mangiavano? E cosa poteva dirci questo di loro? (il tipo di stoffe che usavano può darci numerosi indizi sull'estensione delle loro rotte commerciali).
Siamo troppo legati, ancora, alla vecchia immagine del vichingo "barbaro", con l'elmo cornuto e il mantello di pelliccia, ma questa visione è più adatta all'Era di Conan. I veri vichinghi erano molto diversi, e per molti versi si rimane sorpresi da quanto fossero vicini a noi come pensiero, istituzioni, economia e visione del mondo.
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martedì 5 maggio 2026
Legnano (quasi) Beltane - Parte Seconda: le Sgallettate
NOTA Mi scuso per le imprecisioni nel mio precedente articolo, che sono state debitamente corrette. Per chi volesse recuperarlo, cliccate sul link qui sotto:
Il Gruppo di Danze Irlandesi Jacko Dance si è esibito quattro volte a San Martino il Primo Maggio: due sul palco e altre due con il coinvolgimento del pubblico, tutto questo dalle 11.00 alle 16:00 circa, per una media di un'esibizione ogni ora, senza contare la pausa per il pranzo.
Nell'intervallo tra un'esibizione e l'altra, il palco è stato di fatto requisito da un branco di sgallettate alcune ragazze del posto, che si facevano chiamare Gruppo Danzatrici Poco Leggiadre ma Molto Danzatrici (non me lo sto inventando, era persino scritto sulle magliette, anche se nelle foto non si vede).A differenza dei Professionisti, non avevano coreografie preparate, né musiche a tema, ma hanno improvvisato un'esibizione con quello che passava il DJ Set, per lo più musica da discoteca con un forte accento spagnolo e caraibico, senza dimenticare i classici della Italo-Disco.
A un certo punto infatti, sono partite in rapida successione Vola di Lorella Cuccarini e Cicale! Cicale! Cicale! di Heather Parisi, mancava solo Cristina d'Avena con Noi Puffi Siam Così e sarebbe stato un perfetto revival di musica anni '80.
Poste di fronte a queste nuove, terribili avversarie, anche se non così temibili come l'altoparlante della cucina, le nostre coraggiose ballerine guerriere celtiche non si sono tirate indietro (e forse sarebbe stato meglio se lo avessero fatto) e hanno gettatola loro dignità dalla finestra il guanto di sfida, per rispondere a questo assalto musicale.
Poste di fronte a queste nuove, terribili avversarie, anche se non così temibili come l'altoparlante della cucina, le nostre coraggiose ballerine guerriere celtiche non si sono tirate indietro (e forse sarebbe stato meglio se lo avessero fatto) e hanno gettato
Una Dance Battle che resterà negli annali (spero di no). Lascio giudicare ai posteri, e ai lettori, reale la portata di questo avvenimento.
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lunedì 4 maggio 2026
domenica 3 maggio 2026
Legnano (quasi) Beltane - Parte Prima: i Professionisti
Se l'anno scorso l'esibizione è stata a tema Danze Medievali, quest'anno, come potete vedere, i ballerini hanno optato per un look più tribale, in omaggio ai Celti dell'Età del Bronzo. Quest'anno la presenza sul palco si è ridotta a soli cinque elementi, e alla notevole assenza di tutte le nostre istruttrici sia titolari che supplenti.
Il peso del comando ricade sulle spalle della nostra Francesca, che promossa "sul campo", oltre ad essere la direttrice artistica e presentatrice di questo evento, si ritrova a ricoprire i ruoli tradizionali di Regina di Maggio e Signora dei Giochi, associati a questa ricorrenza.
Personalmente ho potuto osservare che, pur trovandosi a suo agio nel lavoro dietro le quinte, dimostra qualche incertezza come presentatrice, ruolo a cui non sembra ancora del tutto abituata.
A metterla in ulteriore difficoltà, sebbene non per colpa sua, ha contribuito la cucina, che le ha spesso tolto il microfono per comunicare le ordinazioni, tanto che a un certo punto la sua voce è stata completamente coperta... dalle patatine fritte.
Verrebbe da chiedersi, perché ci avete invitato se non ci lasciate parlare?
Un'altra sfida che la nostra intrepida leader ha dovuto affrontare è stata la sua esibizione sul palco da solista nella Clover, una danza che è quasi la firma del nostro corpo di ballo. La Clover tuttavia, normalmente viene portata in scena da cinque ballerine, tra cui quasi sempre Anna, Eleonora o Marzia, le nostre punte di diamante, oggi tutte assenti. (Rettifico: Eleonora È una punta di diamante, ma non balla la Clover). Non ricordo in effetti di aver mai visto nessuno ballare la Clover in solitario, neppure Anna (in realtà è successo, lo avevo solo dimenticato).
La prova del fuoco viene tuttavia superata non una sola volta, ma in ben due esibizioni consecutive.
Ballare in Contrada ci spinge sempre a superare i nostri limiti. A seguire, decisamente più semplici da gestire, i balli di gruppo con coinvolgimento del pubblico, a cui come sempre ho partecipato anch'io.
Più semplici, ma non meno impegnativi, soprattutto perché quest'anno ci siamo ritrovati ad affrontare una inaspettata concorrenza.
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Un'altra sfida che la nostra intrepida leader ha dovuto affrontare è stata la sua esibizione sul palco da solista nella Clover, una danza che è quasi la firma del nostro corpo di ballo. La Clover tuttavia, normalmente viene portata in scena da cinque ballerine, tra cui quasi sempre Anna, Eleonora o Marzia, le nostre punte di diamante, oggi tutte assenti. (Rettifico: Eleonora È una punta di diamante, ma non balla la Clover). Non ricordo in effetti di aver mai visto nessuno ballare la Clover in solitario, neppure Anna (in realtà è successo, lo avevo solo dimenticato).
La prova del fuoco viene tuttavia superata non una sola volta, ma in ben due esibizioni consecutive.
Ballare in Contrada ci spinge sempre a superare i nostri limiti. A seguire, decisamente più semplici da gestire, i balli di gruppo con coinvolgimento del pubblico, a cui come sempre ho partecipato anch'io.
Più semplici, ma non meno impegnativi, soprattutto perché quest'anno ci siamo ritrovati ad affrontare una inaspettata concorrenza.
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