mercoledì 7 ottobre 2026

Celtic Roses: Atlantic Steps

Anche quest'anno il Claddagh Fest si è chiuso con lo spettacolo delle Celtic Roses, il cui destino sembra legato a quello dal festival stesso.
In questa edizione la presenza delle Celtic Roses si è concentrata sull'ultima giornata, nel pomeriggio con uno stage di danza aperto al pubblico (a cui naturalmente ho partecipato), e poi, dopo la pausa della cena, con l'evento clou della giornata e forse dell'intero festival, cioè lo spettacolo, che quest'anno ha avuto come titolo Atlantic Steps. 
Le Celtic Roses ci hanno ormai abituato a un repertorio che va oltre le Danze Irlandesi in senso stretto, e spazia su un vasto immaginario globale. La proposta di quest'anno non fa eccezione, anzi ampia la prospettiva aggiungendo stili come il Flamenco e il Tango Argentino, e gli elaborati costumi delle danze dell'Europa dell'Est.
A farci da guida e prima donna in questo viaggio musicale, come sempre troviamo la talentuosa Perla Davide, ma qui arriva la prima grande novità, che per molti appassionati di vecchia data è di fatto un ritorno alle origini.
Quest'anno infatti Perla e le Celtic Roses sono accompagnate da un'ospite speciale, Anna Cislaghi, che porta con sè tutto il suo repertorio di danze dall'Irlanda alla Russia, e come nel suo stile, non manca di coinvolgere il pubblico in un enorme cerchio ai piedi del palco.
Ho parlato di ritorno alle origini: per capire perché, occorre tornare ai lontani albori di questo blog, quando frequentavo le Notti d'Ys e Anna e Perla, assieme, erano una presenza fissa sul palco. 
Tuttavia, Atlantic Steps ha dimostrato due cose importanti: che non abbiamo nessun bisogno delle Notti d'Ys per mettere assieme un grande spettacolo di danza, e, ancora più importante, che quello che è destinato a stare assieme trova sempre la strada per ricongiungersi, per quanto lunga e contorta possa essere, e per quanto grandi siano gli ostacoli lungo il cammino.
Credo che in fondo questo potrebbe essere anche il messaggio di fondo dell'intero spettacolo: dopo tutto, i Celti hanno di fatto creato l'Antica Europa secoli prima che arrivassero i Romani, mentre i Vichinghi non solo hanno raggiunto l'America cinque secoli prima di Colombo, ma hanno anche creato il primo nucleo di quella che oggi chiamiamo Russia, il Principato di Kyiv, mentre la Moscovia inizia la sua storia come protettorato mongolo.
I capricci della politica attuale non possono cancellare tre millenni di storia.
La musica e la danza al contrario, sono un linguaggio universale che ha accompagnato l'Umanità fin dai suoi albori, da sempre intimamente connessi con il Mondo degli Spirit e della Magia.  
Per quanto riguarda me, non ho molto da aggiungere: spero di essere riuscito a trasmettere un po' di questa magia anche a voi.
Continuate a leggere.

lunedì 5 ottobre 2026

Area Fantasy

Pensando ai Celti, ma anche ad altri popoli dell'Europa al di fuori del ristretto contesto mediterraneo (i cosiddetti "Barbari") l'immagine che ci viene in mente è quella di possenti guerrieri armati di spada o di lancia, e spesso con grandi scudi rotondi.
In parte questo ha senso, poiché è quello che gli scrittori Romani, da cui ci sono arrivate le storie, più di frequente avrebbero visto, ma anche perché nelle tombe è più facile trovare resti di spade o elmi che altro. I Celti tuttavia, erano tanto lontani da questa immagine stereotipata quanto i Vichinghi lo sono dagli elmi cornuti con cui vengono ancora oggi rappresentati: i Celti erano (e sono) prima di tutto un popolo di poeti.
Per noi potrebbe sembrare strano immaginare uno spaventoso guerriero venuto da oltre le Alpi che declama versi e suona l'arpa, eppure è proprio così nel folklore irlandese descrivono se stessi.
La tradizione di questi popoli comprende inoltre un vasto corpo mitologico che parla di folletti, goblin, coboldi e altri esseri fantastici, poi ripresi da colossi della letteratura come Willian Shakespeare e Edmund Spenser, e in tempi più recenti da Lord Dunsany, Mary Shelley, Arthur Machen, Lady Charlotte E. Guest, Bram Stoker e J.R.R. Tolkien, per non citare autori d'oltreoceano come Ambrose Bierce, Robert W. Chambers, H. P. Lovecraft e R.E. Howard.
Quello che noi oggi chiamiamo dismissivamente Fantasy, non è un semplice divertissement per bambini, ma la più o meno diretta continuazione di questa nobile e antica tradizione poetica ed epica, quindi è logico e giustificato che sia rappresentato in un festival celtico.
Siano quindi i benvenuti gli Orsi In Locanda, che hanno curato l'area dedicata a Dungeons & Dragons, ma anche il Professor Roberto "Tùrin" Fontana, uno dei maggiori se non il maggiore esperto dell'opera Tolkieniana da questo lato della Manica e autore egli stesso di una serie fantasy, oltre che di diversi saggi.
Già ospite fisso del Claddagh Fest, dove tiene un laboratorio di Calligrafia Elfica (Tengwar) quest'anno il professore ha anche divulgato, con il suo consueto stile affabile, la storia della migrazione delle prime tre stirpi elfiche, i Teleri, i Noldor e i Vanyar, e di come, sotto la guida dei Valar, hanno lasciato le loro terre d'origine nel Beleriand e si siano poi stabiliti a Valinor, nelle Terre Sacre di Aman, per sfuggire alla tirannia di Melkor (o Morgoth), mentre una quarta stirpe, gli Avari, si era rifiutata di seguire i Valar (da storico, riconosco come Tolkien si sia chiaramente ispirato alla migrazione dei Goti come descritta da Giordane, ma la storia che appare nel Silmarillion è molto più dettagliata ed affascinate).
Se sono riuscito a far nascere in voi la curiosità di sapere cosa è successo dopo, fate un salto in libreria e... à entengwa (continuate a leggere).

Area Fantasy

venerdì 2 ottobre 2026

Claddagh Festival (Ameno) 2026 - Introduzione

L'ultimo week-end di Settembre, passato l'Equinozio, torna il Claddagh Fest di Ameno, che ormai ha raggiunto il suo settimo anno.
Nonostante la ricorrenza, resa ancora più magica dalla presenza della Luna Piena nella seconda notte del Festival, ho avuto l'impressione di un leggero calo di tono rispetto agli anni passati, e l'anno scorso in particolare. 
Nello specifico, mi sembra di aver notato una riduzione di presenze tra le associazioni storiche, che dovrebbero essere il cuore di una manifestazione del genere, e la comparsa di una nuova area dedicata al wellness (ospitata all'interno del cortile della casa di riposo Don Orione) che per quanto attrattiva per alcuni, e utile per coinvolgere gli ospiti della Casa di Riposo nelle più vaste attività del Festival, mi suona come una nota stonata, che non si accorda alla perfezione con lo spirito del Claddagh, né con il motivo che mi ha portato qui in questi anni.
A parte le mie considerazioni personali, quello che mi preoccupa è che in questo paese, a differenza che in altri, le associazioni di carattere storico non ricevono alcun sostegno istituzionale, e hanno quindi ancora più bisogno del contatto con il pubblico per rimanere in piedi.
Questa è stata la mia impressione, ma da programma, non sembra esserci stato un calo nelle attività che hanno coinvolto il pubblico, tra cui scherma, tiro con l'arco e laboratori di archeologia viva, quindi potrei essere io ad essermi, banalmente, perso qualcosa, perché non era dove mi sarei aspettato di trovarla.
Tra le conferenze a cui ho assistito spiccano quella sulle pietre coppellate, che si riallaccia, per una fortunata coincidenza, con la mia esperienza del mese scorso ad Avebury (anzi conferma l'antico legame tra le nostre terre e le Isole Britanniche, da cui la distanza non è che un'illusione) e quella tenuta dal Professor Roberto Fontana, grande esperto dell'opera di Tolkien e in particolare delle lingue elfiche.
Preferisco tuttavia rimandare questo argomento a un articolo dedicato alla parte fantasy del Festival.
Sempre variegata invece è la proposta musicale, che fonde la tradizione locale con il vasto scenario folk europeo e atlantico, e continua ad attirare una quantità sempre crescente di pubblico.
L'evento culmine tuttavia è quello che ha chiuso il Festival, lo spettacolo delle Celtic Roses, che quest'anno è stato reso ancor più vario ed entusiasmante dalla partecipazione di ospiti speciali.
Anche di questo però preferisco parlare più nel dettaglio in un prossimo articolo.
Continuate a leggere.

Introduzione

giovedì 17 settembre 2026

GWR Steam Museum

Non c'erano posti dove fermarsi a dormire ad Avebury, quindi, per arrivarci, ho dovuto alloggiare nella vicina cittadina di Swindon.
Qui ho trovato qualcosa che mi ha convinto a fermarmi un giorno in più: nel diciannovesimo secolo infatti, Swindon era il quartier generale della Great Western Railroad, una delle quattro compagnie che gestivano il trasporto ferroviario in Gran Bretagna prima che fosse nazionalizzato in anni recenti, e che ha contribuito a fare la storia della Rivoluzione Industriale almeno per quanto riguarda i treni a vapore, che sono un'icona di quel periodo.
Swindon non era solo il centro amministrativo della Great Western, ma anche il luogo dove locomotive e vagoni venivano fabbricati, e poi assemblati pezzo per pezzo, dai bulloni alle cuciture dei sedili. 
Oggi quella che un tempo era la fabbrica è diventata un museo, dove è possibile ripercorrere le tappe di quello che ai tempi fu uno sviluppo tecnologico pionieristico.
Per i tempi, la Great Western Railroad era all'avanguardia,  oltre ad avere diversi vantaggi tecnici sulle sue concorrenti: non solo vantava prototipi dalle prestazioni superiori, ma i suoi treni erano più comodi e veloci grazie a un maggiore scartamento dei binari. 
Sfortunatamente, questo complicava di parecchio i viaggi verso il resto dell'Isola, con i passeggeri che erano costretti a cambiare treno, e le merci che subivano grossi ritardi di consegna perché era necessario trasferirli da un vagone all'altro, per cui questo esclusivo miglioramento tecnico fu in seguito abbandonato a favore di uno scartamento standard. 
Eppure, sui treni della Great Western, aveva viaggiato persino la Regina Vittoria, per la quale era stato preparato anche uno speciale vagone di rappresentanza che si trova anch'esso all'interno del museo.
A causa di queste circostanze uniche, la Ferrovia, la sua amministrazione, e tutto ciò che ruotava attorno ad essa, costituiva quasi un mondo a parte. A Swindon praticamente tutti ci lavoravano: o nelle fabbriche o nelle stazioni, o come macchinisti, casellanti o personale di stazione.
La vita di intere famiglie, a ben guardare dell'intera Città, era organizzata attorno ai turni di lavoro, alla sirena della Fabbrica, agli orari di partenza e di arrivo.
Non era raro che il lavoro nella ferrovia passasse da una generazione all'altra, e le stesse strade e gli edifici erano progettati in base alle esigenze degli operai e dei macchinisti.
Un vero e proprio mondo scomparso, che oggi rimane come archeologia industriale.
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venerdì 11 settembre 2026

Avebury - Introduzione

Da quando ho iniziato a viaggiare da un lato all'altro della Manica, i luoghi storici delle Isole Britanniche, in modo particolare i monumenti preistorici che sono avvolti da un'aura quasi mistica, sono sempre state per me delle tappe privilegiate. 
Stonehenge è stato uno dei primi che ho visitato, seguito dal Tor di Glastonbury, dove sono tornato varie volte.
C'è sempre stato un posto che, pur avendo voluto visitare per molto tempo, e nonostante la sua ovvia importanza storica, è rimasto al di fuori dei miei itinerari: il cerchio megalitico di Avebury.
Questo perché Avebury oggi è un villaggio di campagna circondato da pascoli, un'immagine quasi bucolica che nasconde il vero motivo che ne fa un luogo di pellegrinaggio (ed è più di una semplice metafora): ad Avebury si trova il più grande cerchio megalitico non solo delle Isole Britanniche, ma dell'intera Europa. Più vasto del pur impressionante sito di Carnac, nella Bretagna continentale.
Così grande infatti, che buona parte del villaggio si trova al suo interno.
La struttura risale a più di seimila anni fa, cioè all'inizio del Neolitico. 
Sarebbe azzardato affermare che tutta la nostra civiltà è iniziata da qui, molto probabilmente non è così, tuttavia, Avebury e altri siti simili hanno segnato una svolta epocale per l'Europa, più di un millennio prima che la più antica delle Piramidi venisse costruita.
All'interno del fossato, un solco circolare di 1,35 chilometri, largo 21 metri e profondo 11, per un'area complessiva di 115000 metri quadrati attorno a cui, in seguito, sono state disposte le enormi pietre, sono state ritrovate ossa di mucca (scapole) e di maiale, e corna di cervo.
L'ipotesi è che siano stati usati come attrezzi da scavo: una scapola di mucca, grande e piatta, se legata a un lungo bastone di legno può diventare una vanga, mentre le corna di cervo, allo stesso modo, possono essere usati come rastrelli. I maiali venivano probabilmente allevati per la carne.
Il sito è stato usato per quasi duemila anni come luogo cerimoniale, per poi essere abbandonato a favore di altri luoghi, probabilmente Stonehenge.
Oggi tuttavia, è di nuovo utilizzato.
Il giorno che ho scelto per visitare Avebury era il primo di Agosto, e non l'ho scelto a caso: a quella data corrisponde la festa celtica di Lughnasad.
Sebbene non lo avessi programmato, ho incrociato la cerimonia del Cerchio Druidico locale, e poichè si trattava di un evento aperto al pubblico, ho colto l'occasione per partecipare: la perfetta conclusione per un giorno tanto importante.
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sabato 8 agosto 2026

Odissea

Inutile girarci attorno: la precisione storica o la fedeltà letteraria alla fonte originale non erano una priorità per questo film.
I misteriosi guerrieri che respingono Odisseo e i suoi uomini non solo indossano anacronistiche armature a piastre, ma sono grandi il doppio di loro, lanciano uomini a destra e sinistra come pupazzi, e addirittura affondano una nave a mani nude.
Agamennone, nella sua armatura nera, sembra Batman, o forse Konrad Curze, quindi non escludo che Nolan abbia sbagliato millennio e sia arrivato nel mezzo delle Guerre di Unificazione
Tuttavia, se dimentichiamo la lettera e ci concentriamo sullo spirito, credo che l'atmosfera della tarda età del Bronzo sia stato catturato alla perfezione, assieme allo sgomento che i Micenei devono aver provato di fronte al collasso della loro civiltà. Non è un film che consiglierei per una serata tra amici, ma sono contento di averlo visto.

domenica 2 agosto 2026

Spiderman Brand New day

Nonostante il titolo, il vero protagonista di questo film non è Spiderman. È Peter Parker.
Un Peter Parler solo e (letteralmente) dimenticato da tutti, che cerca di colmare il vuoto in cui si trova calandosi completamente nei panni e nella maschera di Spiderman... ma quando un misterioso nemico (non indovinerete mai chi è) minaccia i suoi vecchi amici, Peter si accorge che gli spara-ragnatele non bastano: sarà costretto a rimettere assieme i pezzi della sua vita e a cercare improbabili alleati per proteggere la sua ex-fidanzata M.J.
Più un film di supereroi, questa è bellissima storia d'amore, ma con le ragnatele.

sabato 27 giugno 2026

Supergirl

Secondo Stan Lee, il creatore di Spider-man e dell'intero Universo Marvel, il problema di Superman è che Superman è troppo potente, troppo lontano da chi legge le sue avventure.
Per questo la nuova versione di Superman, quella iniziata con il film dello scorso Luglio, è così importante.
Secondo una deplorevole tendenza degli ultimi anni, il problema dei film di oggi è che c'è troppo "Girlpower".
Non sono d'accordo: Kara in questo film è senza poteri, piena di problemi, insicura, e solo quando riesce a superare le sue insicurezze recupera anche i suoi poteri
Questo film è un bell'arco di crescita, ed è forse per questo che non piace al pubblico immaturo di oggi.
Mi consola il fatto che la sala fosse abbastanza piena.
Non posso che ripetere per Supergirl quanto ho già detto per Superman: andate a vedere questo film se siete umani.

domenica 14 giugno 2026

venerdì 5 giugno 2026

Masters of the Universe

Va bene, non vi mentirò: questo film è ridicolo, sciocco e forse anche un po' infantile. E va bene così.
Perchè è un film basato su un cartone animato vecchio di quarant'anni, il cui scopo era (ed è) vendere giocattoli. E quindi si rivolge ai bambini di un tempo, ma anche a quelli di oggi, con le sue buffonate sopra le righe e la sua morale da scuola elementare, ben sapendo di essere una buffonata, e magari infilando tra i costumi ridicoli e i personaggi assurdi una verità più profonda.
Da bambini pensavamo che un eroe fosse qualcuno di invincibile. Da adulti, abbiamo capito che potrebbe essere più eroico fallire e rimettere insieme i pezzi.
Ed è quello che fa questo film: riprende gli eroi iper-muscolosi della nostra infanzia, li smonta pezzo per pezzo, anche con una logica un po' decostruzionista, e poi li rimette insieme.
Questo è particolarmente evidente in due scene: una battuta di Duncan ("Fallire è rendersi conto che non sei la persona che pensavi di essere") E il momento in cui il Principe Adam, spezzato e sconfitto, riprende in mano la sua spada e affronta di nuovo Skeletor.
Sì, forse è una morale da quinta elementare, ma in un mondo polarizzato come quello di oggi, potrebbe essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.

mercoledì 20 maggio 2026

The Mandalorian and Grogu

C'è sempre il rischio, nelle grandi saghe multimediali e multiversali, che "il Film" non sia molto di più di una lunga puntata con effetti speciali più costosi e una fotografia di qualità più o meno superiore.
Questo film sembrava soffrire dello stesso difetto: solo un altro episodio delle avventure del Mandaloriano.
Ma il titolo non è The Mandalorian. È The Mandalorian & Grogu. La storia non decolla veramente finchè il piccolo Grogu non entra in azione, infatti credo che questo film sia una parte importante dello sviluppo del personaggio, che nella serie era poco più di un comprimario.
Non mancano momenti che mi hanno fatto sorridere, ma è la battuta finale che racchiude il significato di tutto il film.
No, non vi dirò qual è. Andate a vederlo.

Novegro Spring 2026 - Introduzione

Eccoci arrivati a un'altra edizione del Festival del Fumetto di Novegro, questa volta primaverile.
L'organizzazione della Fiera ha voluto approfittare del bel tempo per cercare di risolvere, o almeno tamponare, un problema logistico che, da tempo, affligge non solo Novegro, ma tutte le fiere del fumetto in Lombardia e in Italia: la fame di spazio.
Eventi di questo tipo infatti, attirano moltissime persone, molte di più di quanto i poli fieristici sono progettati per contenere, e questo di regola risulta non solo in padiglioni affollati, ma anche nelle diverse aree di esposizione addossate le une alle altre, quasi impacchettate tra di loro.
Quest'anno invece, la grande novità è stata spostare  il palco nell'area esterna, liberando in questo modo una considerevole quantità di spazio  all'interno del secondo padiglione. I Cosplayer si sono trovati a loro agio nel grande parco, già da tempo utilizzato per delle vere e proprie sessioni fotografiche improvvisate, sia individuali che di gruppo.
Un esperimento che lascia tuttavia aperta una serie di problemi, non solo la domanda "cosa faranno il prossimo inverno".
L'Area Ristoro infatti è stata a sua volta spostata al posto della precedente area palco, liberando tra le altre cose, una strozzatura tra i due padiglioni principali, ma creando un altro, tutt'altro che trascurabile paradosso logistico.
L'area del Villaggio Cosplay, che prima era il cuore della Fiera, sembrava quasi vuota, mentre le altre zone, che non hanno subito alcuna modifica, erano affollate come sempre. 
In particolare, l'Area Autoproduzioni e l'Area Giochi continuano a condividere lo stesso padiglione come nelle edizioni precedenti, mantenendo quella stessa sensazione di claustrofobia e di caos, e limitando gravemente il potenziale di entrambe: la prima sembrava scoppiare, mentre la seconda si è ridotta a un assembramento di tavoli che non offriva una reale varietà di proposte. Un problema che si sarebbe potuto evitare, a mio avviso, semplicemente scambiando l'Area Ristoro con l'Area Giochi, cosa che spero di vedere nelle prossime edizioni.
Continuate a leggere. 

venerdì 8 maggio 2026

Legnano (quasi) Beltane - Parte Terza: i Vichinghi


Finora ho parlato solo di quello che è successo sul palco o nelle sue immediate vicinanze, ma nessuna festa può svolgersi solo attorno all'Area Palco.
Specialmente una manifestazione che deve la sua stessa esistenza alla Storia, deve avere un'area dedicata a dei campi storici o a una ricostruzione storica di qualche tipo, e no, lo strano oggetto che vedete in questa foto, e che, così mi hanno detto, dovrebbe essere una rappresentazione in piccolo del Palio di Legnano, ma sembra un'improbabile antenato medievale del flipper, non conta.
L'Area Storica, se così si può chiamare, era ridotta all'interno di un'aiuola che faceva anche da spartitraffico davanti alla sede della Contrada, e al suo interno trovavano spazio un campo storico formato da una sola tenda, due bancarelle e un'area dimostrativa dedicata ai combattimenti, che non lasciava molto spazio per mosse spettacolari, ma era l'ideale per le tecniche di scherma corpo a corpo.
A credito dei duellanti, va la loro capacità di adattarsi allo spazio ridotto, e di attirare il pubblico nonostante la posizione precaria.
Si tratta dei Berserkir, no, non i leggendari guerrieri che indossavano pellicce d'orso in battaglia, ma un gruppo di rievocazione storica di epoca vichinga con sede a Garbagnate Milanese. 
Oltre a praticare la scherma storica, il gruppo si occupa di Living History e Craft, cioè la ricostruzione dello stile di vita vichingo attraverso riproduzioni di vestiti e accessori, come pettini, monete o attrezzi, realizzati con tecniche e materiali il più possibile vicini a quelli dell'epoca.
In pochi minuti con loro ho imparato diverse cose sui vichinghi, che neppure io sapevo: certo, i vichinghi avevano le navi, ma come si vestivano? cosa mangiavano? E cosa poteva dirci questo di loro? (il tipo di stoffe che usavano può darci numerosi indizi sull'estensione delle loro rotte commerciali).
Siamo troppo legati, ancora, alla vecchia immagine del vichingo "barbaro", con l'elmo cornuto e il mantello di pelliccia, ma questa visione è più adatta all'Era di Conan. I veri vichinghi erano molto diversi, e per molti versi si rimane sorpresi da quanto fossero vicini a noi come pensiero, istituzioni, economia e visione del mondo.
Continuate a leggere.

martedì 5 maggio 2026

Legnano (quasi) Beltane - Parte Seconda: le Sgallettate

NOTA Mi scuso per le imprecisioni nel mio precedente articolo, che sono state debitamente corrette. Per chi volesse recuperarlo, cliccate sul link qui sotto:
 

Il Gruppo di Danze Irlandesi Jacko Dance si è esibito quattro volte a San Martino il Primo Maggio: due sul palco e altre due con il coinvolgimento del pubblico, tutto questo dalle 11.00 alle 16:00 circa, per una media di un'esibizione ogni ora, senza contare la pausa per il pranzo.
Nell'intervallo tra un'esibizione e l'altra, il palco è stato di fatto requisito da un branco di sgallettate alcune ragazze del posto, che si facevano chiamare Gruppo Danzatrici Poco Leggiadre ma Molto Danzatrici (non me lo sto inventando, era persino scritto sulle magliette, anche se nelle foto non si vede).
A differenza dei Professionisti, non avevano coreografie preparate, né musiche a tema, ma hanno improvvisato un'esibizione con quello che passava il DJ Set, per lo più musica da discoteca con un forte accento spagnolo e caraibico, senza dimenticare i classici della Italo-Disco.
A un certo punto infatti, sono partite in rapida successione Vola di Lorella Cuccarini e Cicale! Cicale! Cicale! di Heather Parisi, mancava solo Cristina d'Avena con Noi Puffi Siam Così e sarebbe stato un perfetto revival di musica anni '80.
Poste di fronte a queste nuove, terribili avversarie, anche se non così temibili come l'altoparlante della cucina, le nostre coraggiose ballerine guerriere celtiche non si sono tirate indietro (e forse sarebbe stato meglio se lo avessero fatto) e hanno gettato la loro dignità dalla finestra il guanto di sfida, per rispondere a questo assalto musicale. 
Una Dance Battle che resterà negli annali (spero di no). Lascio giudicare ai posteri, e ai lettori, reale la portata di questo avvenimento.
Continuate a leggere. 

domenica 3 maggio 2026

Legnano (quasi) Beltane - Parte Prima: i Professionisti

1) I Professionisti


La Festa Celtica di Beltane, che la tradizione moderna associa al Primo Maggio, dovrebbe in realtà dipendere anche dalle fasi lunari. Quest'anno siamo stati particolarmente fortunati, perche la Luna Piena è caduta proprio il Primo Maggio.
Io però non avevo Pali di Maggio nelle vicinanze, quindi anche quest'anno ho optato per la cosa più celtica che potevo trovare a una distanza accessibile: lo spettacolo di danza organizzato dal corso di Balli Irlandesi Jacko Dance, ospitato ancora una volta dalla Contrada San Martino di Legnano.
Se l'anno scorso l'esibizione è stata a tema Danze Medievali, quest'anno, come potete vedere, i ballerini hanno optato per un look più tribale, in omaggio ai Celti dell'Età del Bronzo.  
Quest'anno la presenza sul palco si è ridotta a soli cinque elementi, e alla notevole assenza di tutte le nostre istruttrici sia titolari che supplenti.
Il peso del comando ricade sulle spalle della nostra Francesca, che promossa "sul campo", oltre ad essere la direttrice artistica e presentatrice di questo evento, si ritrova a ricoprire i ruoli tradizionali di Regina di Maggio e Signora dei Giochi, associati a questa ricorrenza. 
Personalmente ho potuto osservare che, pur trovandosi a suo agio nel lavoro dietro le quinte, dimostra qualche incertezza come presentatrice, ruolo a cui non sembra ancora del tutto abituata.
A metterla in ulteriore difficoltà, sebbene non per colpa sua, ha contribuito la cucina, che le ha spesso tolto il microfono per comunicare le ordinazioni, tanto che a un certo punto la sua voce è stata completamente coperta... dalle patatine fritte.
Verrebbe da chiedersi, perché ci avete invitato se non ci lasciate parlare?
Un'altra sfida che la nostra intrepida leader ha dovuto affrontare è stata la sua esibizione sul palco da solista nella Clover, una danza che è quasi la firma del nostro corpo di ballo. La Clover tuttavia, normalmente viene portata in scena da cinque ballerine, tra cui quasi sempre Anna, Eleonora o Marzia, le nostre punte di diamante, oggi tutte assenti. (Rettifico: Eleonora È una punta di diamante, ma non balla la Clover). Non ricordo in effetti di aver mai visto nessuno ballare la Clover in solitario, neppure Anna (in realtà è successo, lo avevo solo dimenticato).
La prova del fuoco viene tuttavia superata non una sola volta, ma in ben due esibizioni consecutive.
Ballare in Contrada ci spinge sempre a superare i nostri limiti.
A seguire, decisamente più semplici da gestire, i balli di gruppo con coinvolgimento del pubblico, a cui come sempre ho partecipato anch'io.
Più semplici, ma non meno impegnativi, soprattutto perché quest'anno ci siamo ritrovati ad affrontare una inaspettata concorrenza.
Continuate a leggere.

venerdì 27 marzo 2026

St. Paddy's Shenanigans

Con l'arrivo della Primavera, come sempre, si sente una strana musica nell'aria. Musica irlandese, accompagnata da danze della stessa origine, e chi segue il mio blog da tempo dovrebbe ormai conoscere le ballerine.
Sì, proprio loro: Anna Cislaghi e il corpo di ballo Clover, che anche quest'anno tingono il nostro mondo di verde in occasione della Festa di S. Patrizio.
I festeggiamenti si sono tenuti in realtà nel week-end successivo, tra le contrade di Legnano e il locale Lollo Aperipizza, che ha ospitato per il secondo anno consecutivo il nostro spettacolo... quindi benvenuti a Danze Irlandesi da Lollo, Seconda Edizione. 
Come sempre è stata la nostra Suprema Insegnante Anna Cislaghi ad aprire le danze, con una dimostrazione di Heavy Shoes su pedana prima di salutare il pubblico e presentare i ballerini che erano lì per la serata.
A seguire, alcune danze tipiche del repertorio Clover, tra cui la "Terza Classe" (citazione dal film Titanic) e alcune esibizioni soliste da parte dell'altra nostra insegnante Eleonora Posa (Magistra Novitiorum) e e di Matteo Bonissi, che ha eseguito da solista una Brash Dance con cui ha dimostrato, oltre all'abilità tecnica, anche una notevole propensione a interagire col pubblico.
Una dote che, del resto, condivide con l'intera famiglia Bonissi, membri storici del Corpo di Ballo. 
Dopo aver concluso lo spettacolo con la danza finale, come di consueto, il nostro Corpo di Ballo è passato alla fase successiva: l'animazione, in cui ha trascinato il pubblico dapprima con una tranquilla (si fa per dire) Virginia Reel e poi con una Polka scatenata, indispensabile, secondo Anna, per smaltire lo stufato e il dolce.
Il nostro ospite Lollo del resto, ha ricattato incoraggiato il pubblico a partecipare alle danze con molto entusiasmo. 
Di fronte alla possibilità di saltare il dolce infatti, nessuno ha avuto il coraggio di tirarsi indietro. Dittatura gastronomica a parte comunque, chi scrive ha notato un sentito interesse nelle danze anche da parte di chi è rimasto seduto al tavolo.
Per voi che invece mi state leggendo, anche se non avete ballato, continuate a leggere.

martedì 3 febbraio 2026

Novegro Winter 2026

E rieccoci finalmente al Festival del Fumetto di Novegro, che quest'anno coincide sia con la Festa Celtica di Imbolc, dedicata alla Dea Brigit, che con l'Esbat della Luna di Neve, la Luna Piena di Febbraio che cade nel segno del Leone. 
Una ricorrenza propizia in tempi difficili, specie se ricordiamo che Imbolc segna il lento ritorno della Primavera dopo i rigori dell'Inverno, e ci ricorda che, anche l'albero più alto e imponente, ha avuto inizio da un piccolo seme.
Forse perché non ci siamo ancora risvegliati dal letargo, o forse perché la marea non ci è stata favorevole nella stagione trascorsa, non ho visto novità eclatanti in questa edizione, tuttavia non posso non registrare la resistenza storica di una fiera che ormai è diventata una parte consolidata della nostra tradizione.
I cinque padiglioni del Parco Esposizioni sono appena sufficienti per contenere il variopinto popolo della Nazione Nerd.
C'è qualcuno però per cui anche cinque padiglioni, o nove interi mondi, potrebbero non essere sufficienti: si tratta di Alex Lokinson, altrimenti conosciut* come Alex L. Mainardi, qualcuno che al momento vanta un numero complessivo di resurrezioni superato solamente da Jean Grey.
Questa incredibile persona sembra proprio che nel Nifelheim non riesca davvero a starci. Non solo, ma grazie al suo nuovo progetto Cosplability riesce a dare vita e sostanza alle parole che un antico poema vichingo attribuisce a Odino: Il Cieco può cantare, il Sordo può reggere la spada, lo Storpio può cavalcare.
Se ai tempi dei vichinghi ci fossero stati i podcast, Alex L. Mainardi sarebbe stat* protagonista di un ciclo epico tutto suo.
Quanto a me, avreste dovuto riportarmi a casa in carriola, perché nella giornata di sabato sono rimasto due ore in fila per un Meet & Greet con Emanuela Pacotto, dopo aver ascoltato la sua intervista sul palco, che ha aperto gli interventi.
Un tuffo nel mondo del doppiaggio, della recitazione e della musica, che ha aperto una finestra su quegli aspetti del mondo dello spettacolo che spesso il pubblico non vede (e che, se il lavoro è fatto bene, non dovrebbe vedere). Ma quando dietro al microfono c'è Emanuela Pacotto, di sicuro si sente.
Continua nel frattempo la difficile coabitazione tra l'Area Giochi e la sezione degli Artisti Esordienti e Autoprodotti, dove troviamo anche Aly the Kitten, ormai quasi un membro a pieno titolo del Clan dell'Insubria.
In questa edizione tuttavia, era così indaffarata che ho avuto a malapena il tempo per un saluto.
Oltre questa splendida piazza, quasi come una corte nascosta, troviamo i tavoli dei vari giochi di società, dagli scacchi a Risiko, e altre proposte più bizzarre. Per i giochi di ruolo invece bisogna spostarsi nell'altro padiglione, dove si possono trovare anche improbabili proposte letterarie come i "Racconti di Zappa e Spada" e i testi proibiti della Biblioteca Nera, ma voi non lasciatevi intimorire e... continuate a leggere.