Premesso il mio cordoglio per la vittima del brutale e ingiustificato omicidio di Minneapolis, vorrei esortare i giornalisti del TG3 a studiare meglio l'Inglese.
Il Sindaco di Minneapolis, quando ha condannato l'assassino e chi lo difende (con false accuse alla vittima), non ha detto "Non credetegli, sono tutte balle". Ha detto "sono tutte STRONZATE". Se lo può dire un sindaco, in diretta nazionale, potete dirlo anche voi.
Ma soprattutto, la donna che era seduta in macchina accanto alla vittima non ha detto "Avete ucciso la mia VICINA".
Ha detto "Avete ucciso MIA MOGLIE".
Proprio così, quella donna era felicemente sposata con un'altra donna, e avevano anche un figlio (o figlia, le fonti non specificano) di circa sei anni, a quanto ne so nato/a della vittima da un precedente matrimonio.
È anzi molto probabile che l'odio nei confronti di una coppia LGBT fosse in effetti una delle cause scatenanti dell'omicidio, il che, a parte le ovvie implicazioni etiche, costituisce una chiara aggravante del delitto anche dal punto di vista giuridico, trasformandolo in un crimine d'odio, come correttamente riportato dal social media Bluesky e da altri media americani.
In futuro, vorrei esortare la stampa a fare attenzione a riportare le notizie in modo più accurato, per evitare il rischio di passare come complici, anche involontari, dei criminali.
Questo è ancora più importante non solo per una questione di integrità professionale, ma anche perchè ritengo molto difficile la prevenzione di altri crimini simili in futuro, se non se ne comprendono appieno le cause.
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