giovedì 3 luglio 2014

Dìs-Grazia

La spada laser di tuo padre. Non é goffa o erratica come un fulminatore.
É elegante invece... per tempi... più civilizzati

Tutti i soldi che prima spendevo per comprare scarpe, adesso li spendo in spade!
Anonima cosplayer

Benvenuti in questa nuova rubrica, che sarà dedicata al mio pubblico femminile.
Da gentiluomo quale sono, credo che una gentildonna debba poter andare in giro per le strade senza dover temere di essere molestata o aggredita da qualche canaglia.
Ritengo giusto anzi, che sia la canaglia a dover temere la donna.
Per essere letale tuttavia, una donna non deve rinunciare al proprio aspetto.
Questa rubrica nasce con l'intenzione di consigliare i miei lettori del (non troppo) gentil sesso, su un argomento essenziale per la donna post-moderna, che deve sempre mostrare il proprio lato migliore anche quando affronta un avversario.

Per fare ciò, naturalmente, é indispensabile avere una spada che sia coordinata al vestito.

Il primo articolo sarà dedicato alle spade giapponesi, perché il Giappone é uno dei due unici paesi al mondo ad aver sviluppato una solida e antica tradizione cavalleresca (l'altro é la Gran Bretagna) ma questo é un argomento che esula dallo scopo qui presente e che verrà approfondito in un'altra occasione.
La spada giapponese per eccellenza, come tutti sanno, è la katana, ma non é l'unica. La donna nella foto in alto ha in mano un tanto, la tipica arma femminile.
Come potete vedere, indossa un elegante abito a tema.
Se temete di dovervi rifare tutto il guardaroba in stile orientale per abbinarlo alla vostra spada però, non dovete preoccuparvi: come dimostrato dalla foto qui accanto, anche una semplice sciarpa o cintura é sufficiente, e ha il vantaggio di poter essere semplicemente aggiunta a qualunque vestito senza sacrificarne la praticità, così che possiate aggiungere un tocco di eleganza al vostro stile (di combattimento) anche portando un abito comodo, che non impedisca i movimenti.
La Katana, come potete vedere, non sfigura neppure con un abito tipicamente occidentale.
in questa foto, una gentildonna dell'aristocrazia inglese (come ho detto, la Gran Bretagna é l'unico paese oltre al Giappone, ad avere una tradizione cavalleresca) sfoggia un sobrio abitino da passeggio completo di tutti gli accessori, inclusa una spada.
Vorrei far notare la spada: se la confrontate con le altre due foto, noterete che l'elsa é più lunga, che rende l'arma più ingombrante e difficile da maneggiare.
Non si tratta infatti di un'arma da guerra, ma da parata, che serviva altresì ad identificare colui o colei che la portava come membro della casta guerriera, e quindi nobile (ricordate che il tanto era un'arma tipicamente femminile? Essa aveva la stessa funzione, cioè identificava la moglie di un samurai).
Questo tipo di katana é quindi particolarmente adatta ad un abito da passeggio, che non ha lo scopo di essere indossato in battaglia, di cui costituisce appunto un eccellente accessorio sebbene sacrifichi la praticità all'eleganza.
Una guerriera ben addestrata non avrà problemi comunque a servirsene, se la necessità lo richiede.

martedì 1 luglio 2014

Arcadia Comix 2014 - Parte Prima

Con l'avanzare dell'estate, la stagione delle fiere del fumetto si avvia alla conclusione, e si avvicina il momento di rimettere nell'armadio il costume da supereroe per tirare fuori il costume da bagno.

OPPURE NO?!

Pensandoci bene, ho sempre trovato la spiaggia un posto noioso, troppo affollato e rumoroso, non mi é mai piaciuto fare il bagno e mi deprimo se passo troppo tempo senza fumetti.
E non sono il solo: a quanto pare, l'intera comunità Nerd sta mettendo tutto il suo impegno per rimandare il più possibile il momento della partenza, e per organizzare un'ultima rimpatriata tra compagni d'armi.
Con i grandi complessi fieristici come Novegro e Rho che chiudono per le vacanze tuttavia, trovare un posto adatto può essere un problema, perciò é necessario arrangiarsi.
Ne voglio uno nel mio salotto
L'InGorgo Comix 2014 avrebbe dovuto svolgersi a Gorgonzola, ma all'ultimo momento é stata spostata all'interno del Cinema Arcadia di Melzo, diventando Arcadia Comix.
Un felice inconveniente per gli appassionati, che hanno immediatamente provveduto ad adattare il luogo con quello che vedete nella foto qui accanto (che é stato realizzato da uno di loro - il dinosauro invece già c'era) e con una speciale proiezione in tema che ha chiuso l'evento.

Gli spazi erano più modesti rispetto al Grande Coso Bianco, e la merce sulle bancarelle meno appetibile, ma la partecipazione di ben tre gruppi dedicati a Star Wars, di Ghostbusters Italia e del Gundam Italian Club, del disegnatore Josi Ciani e del doppiatore Ivo de Palma (non preoccupatevi, dedicherò uno spazio a ciascuno di loro) hanno reso perfetto ogni momento.
Ottima idea inoltre quella di tenere la gara dei cosplayers all'interno di una delle sale cinematografiche, che ha evitato la ressa rendendo il tutto più fruibile, come un vero spettacolo. Non il posto più adatto per scattare foto ai partecipanti, ma poco importa: ho avuto tutta la fiera per immortalarli.

Ultimamente andare al cinema non mi piaceva più così tanto: la folla, l'odore di chiuso e di pop-corn, la maleducazione del personale non facevano altro che rovinare la visione del film, rendendo di gran lunga preferibile scaricarlo dalla rete; ma in questo modo, con il cinema trasformato in un palcoscenico e in un luogo di ritrovo, mi sono sentito davvero a casa.
Non credo che mi sia mai capitato di sentirmi così a mio agio in un cinema. Spero che iniziative del genere continueranno a lungo.
Continuate a leggere!

venerdì 27 giugno 2014

Milano Fantastica: Starbound

Sono certo che i miei lettori ricorderanno Marta Leandra Mandelli, già autrice della saga di Oltremondo, un fantasy metropolitano ambientato in una Milano alternativa che al momento conta due volumi (Petali di Rosa e Fili di Ragnatela e L'Orizzonte delle Dimensioni) con un terzo ancora in preparazione.

Avevo accennato, in uno degli articoli a lei dedicati, a un altro progetto, non collegato alla saga di Oltremondo, su cui l'autrice però rifiutava di dare anticipazioni.
Il 25 giugno, in una libreria vicino al centro di Milano, il mistero é stato finalmente svelato.
Starbound, a differenza di Oltremondo, é un romanzo autoconclusivo che non fa parte di alcun ciclo.
Un'altra differenza é l'ambientazione: non si tratta di un Urban Fantasy, cioè di una storia in cui la magia "irrompe" nel nostro mondo, ma di un High Fantasy, vale a dire una storia ambientata in un mondo a sé stante dove la magia é una presenza normale.
Marta tiene però a precisare una differenza tra il suo stile e l'High Fantasy classico (quello di Tolkien): se il secondo é una saga che parla di esseri fantastici, che lo rende più vicino alle favole o alle leggende, questa é una storia di semplici esseri umani che si ritrovano, che lo vogliano o no, alle prese con eventi al di là delle cognizioni dei Mortali.
Starbound esiste nel suo universo separato anche dal punto di vista editoriale: a pubblicarlo infatti é l'Armando Curcio Editore.
Si tratta senza dubbio di un salto di qualità per l'autrice, di cui tutti i suoi lettori più fedeli, io per primo, dovrebbero essere felici, anche se, personalmente, ammetto di preferire gli editori locali.
Una copia del romanzo comunque, si trova già sulla mia scrivania. Vi dò appuntamento a settembre per la recensione, credo che stavolta sarò io a continuare a leggere.

lunedì 23 giugno 2014

Pavia: Pic-Nic Vittoriano 2

Le grandi fiere del fumetto sono qualcosa di splendido, ed é una fortuna che ci siano.
Noi per gli eventi informali ci vestiamo così
Ma il mondo del fumetto non é solo gioco e divertimento, richiede anche molto impegno, e alla lunga diventa faticoso da seguire.
Per questo, con l'arrivo della calura estiva, preferisco abbandonare gli eventi di più largo respiro e partecipare ad incontri più informali tra amici.

Era chiaro che quello di domenica é stato un incontro informale, dal momento che Sua Maestà la Regina non c'era; ma il secondo Pic-Nic Vittoriano, che si é tenuto nell'Area Vul di Pavia, organizzato, come l'anno scorso, dalla meravigliosa Lady Elisabeth e dai suoi compatrioti, ha mantenuto il consueto livello di buon gusto e di decoro
a cui la nostra gentile ospite ci ha da tempo abituati (niente domande per favore).
Il pic-nic avrebbe dovuto tenersi la settimana scorsa, ma é stato rinviato a causa del maltempo (che in realtà non c'é stato).
Forse anche a causa del rinvio, oppure anche alle vicissitudini personali della nostra Lady Elisabeth, in procinto di chiudere il proprio negozio nel centro di Pavia per trasferire la propria attività e la propria abitazione in un atelier privato presso la Certosa, il numero di partecipanti é stato inferiore rispetto all'anno scorso.
A seguito di ciò non si sono tenuti giochi all'aperto né stupri di gruppo (le nostre gentildonne non hanno trovato nessuno da poter stuprare, poiché la loro vittima abituale ha inspiegabilmente declinato l'invito, adducendo lievi attacchi di morte come giustificazione).
Un duello tra samurai molto vittoriano
Il biglietto di scuse é stato scritto e firmato personalmente dal defunto, la dipartita del resto non esula dalle buone maniere.
Un inconveniente di modeste proporzioni si é verificato al momento di tagliare l'anguria, dovuto alla mancanza di un coltello, a cui tuttavia ha posto   prontamente rimedio un tale Sir Richard, il quale, fedele al proprio nipponico codice d'onore, non abbandona mai la propria magione senza la katana al fianco.
Quello che avrebbe potuto essere un increscioso contrattempo si é così trasformato in un episodio che é stato di ispirazione per tutti, anche per il sottoscritto.
Poiché sono da sempre un convinto assertore del principio britannico, secondo cui la nobiltà deve regnare con l'esempio, e non con la pretesa di un astratto principio di autorità, mi sono immediatamente cimentato nella prova dell'anguria.
Per modestia preferisco tuttavia non dilungarmi sulla mia impresa in questa sede, e rimando a un possibile futuro libro "Il Bushido e l'arte di affettare l'anguria".
Esorto nel frattempo i miei gentili lettori, come é mio costume, nel proseguire nella lettura.

mercoledì 18 giugno 2014

Chocorose

Un Maid Café é un locale che si ispira, con una certa ironia, all'estetica della servitù inglese dell'800, in un contesto goth-romantic con elementi furry.
lo stand dell Chocorose Cafè al Novara Comics
In altre parole, i clienti sono serviti da cameriere in uniforme da "French Maid" adattate al gusto moderno. Il Butler café invece si basa sulla stessa premessa, ma é rivolto ad un pubblico femminile.
La formula é nata in Giappone agli inizi del ventunesimo secolo e si é diffusa in tutto il mondo, facendo anche una fugace apparizione all'Etna Comics, la principale Fiera del fumetto siciliana.
Naturalmente é molto apprezzata dagli appassionati di Manga.
Fino ad ora però non esisteva nulla di simile in questo paese.
Fino ad ora.
Il Chocorose - Maid and Butler Café si trova a Torino, e ha persino una pagina DeviantArt in cui pubblica le foto delle sue serate, dove sembra ci si diverta parecchio:
 
Nonostante Torino sia fuori dalla mia zona abituale, sono stati così gentili a chiedermi di parlare di loro che non ho potuto dire di no.
Spero di trovare presto qualcosa di simile anche a Como o a Pavia.
Nel frattempo, amici del Chocorose Café, Ganbatte!
E voi, continuate a leggere.

lunedì 16 giugno 2014

U-Play

"Non c'é vittoria nella forza.
Ma forse la vittoria può essere nelle piccole cose, che hai dimenticato.
Cose che richiedono un'anima più semplice, più onesta"

A volte per continuare a fare quello che facciamo, abbiamo bisogno di risalire alle origini di quando abbiamo iniziato a farlo. Ecco perché ho abbandonato per un momento i grandi eventi fumettistici per partecipare a una manifestazione più piccola.
L'Associazione Ludica Neuromante é molto attiva nonostante le sue dimensioni modeste (appena 15 membri).
La sua sede si trova nel comune di Uggiate Trevano, al confine con la Svizzera, in collaborazione con il quale organizza già da qualche anno un evento dedicato ai giochi di ruolo, chiamato U-Play, che per un giorno  trasforma Uggiate Trevano in  un punto di incontro per i giocatori da entrambi i lati del confine.
Quando ho sentito che anche il Terzo Conclave di Saronno avrebbe preso parte all'edizione di quest'anno, ho colto l'occasione per aggregarmi.
Tra gli altri partecipanti, anche il Risiko Club Lario, che ha organizzato un piccolo torneo dimostrativo, e l'associazione Ludos Libra di Monza, che sotto un secondo padiglione ha organizzato sessioni dimostrative di giochi da tavolo, come Arkham Horror e altri.
L'organizzazione é stata ottima (i "Neuromanti", come vengono affettuosamente chiamati dalle altre associazioni, hanno gestito personalmente anche il servizio ristoro).
Nonostante questo, le condizioni del tempo hanno giocato a sfavore, limitando l'affluenza all'evento, al punto che quelli che avrebbero dovuto dirigere i giochi si sono ritrovati, verso la metà della giornata a giocare tra di loro, una vera sfortuna, considerando la tutt'altro che disprezzabile offerta di giochi e attività.
Uno degli obiettivi tuttavia é stato raggiunto ugualmente: mettere in comunicazione gruppi di giocatori che di solito non hanno molte occasioni di incontrarsi.
Mi auguro che, con queste premesse, l'edizione dell'anno prossimo possa avere un maggior meritato successo.

venerdì 13 giugno 2014

Mattoncini al Monastero - Terza Parte

Ho preferito non parlare di Matteo Brugnoni nel mio precedente articolo perché ho ritenuto opportuno citarlo a parte.
L'argomento preferito di questo insolito ed eclettico personaggio sono le ricostruzioni (non c'é mai stata una definizione più appropriata) di supposti rapimenti alieni, come quello dei coniugi Betty e Barney Hill, che avrebbero avuto un incontro ravvicinato con i Grigi nel 1967. I nomi dei rapiti tuttavia, sono quanto meno sospetti, visto che la loro storia ha cominciato a girare nello stesso periodo in cui é uscita la prima stagione de Gli Antenati.

Oltre alle doti di costruttore Mat (questo é il suo nome d'arte) possiede anche quelle di  cantante.
Non solo, ma dopo aver inciso il suo primo album autoprodotto, Britalian (disponibile per download su Amazon) ha realizzato tre spot pubblicitari tutti con i LEGO.

Mat ha inoltre organizzato un piccolo concerto nel cortile del monastero in cui si svolgeva la mostra.
Dopo che avete ascoltato Britalian, non dimenticate di dare un'occhiata anche alla pagina di Rick Brick, un altro costruttore le cui opere sono molto particolari.