martedì 21 giugno 2022

Litha'22

IL DUCA D'INSUBRIA
AUGURA A TUTTI I SUOI LETTORI
UN FELICE SOLSTIZIO D'ESTATE

(LITHA)

domenica 19 giugno 2022

Brenna - La Fiamma

Ho voluto scrivere questo articolo come un favore professionale, ma nella nostra professione, non sempre la linea che separa chi fa un favore da chi lo riceve è così netta e precisa: come per i Vichinghi e i Nativi Americani, il mondo Nerd si basa su un'economia tribale basata sul dono reciproco (e l'occasionale razzia) ma più di ogni altra cosa, è basato sulle storie, scritte, ascoltate, tramandate.
Brenna - La Fiamma è il terzo volume della Saga del Viaggiatore di Alessia Mainardi. Ho già letto il primo, Blink - La Scintilla, ma non ancora il secondo, Chaos*less, perciò mi mancano alcune informazioni e posso riportare solo una visione parziale, vi prego quindi di perdonare questa mia temporanea mancanza a cui conto di rimediare al più presto.
La cosa che più mi sorprende di questo libro, e forse, pur con le mie lacune, di tutta la saga, è che contiene tutti gli elementi del peggior romanzo trash (e se lo avesse scritto chiunque altro invece di Alessia Mainardi sarebbe stato un trash) ma rimescolati in maniera talmente magistrale da trasformarlo in un page-turner: ho iniziato a leggerlo prima di pranzo e ho finito pochi minuti prima di mezzanotte, e sarei andato avanti fino al mattino, se il libro fosse stato più lungo.
Qui non c'è niente che sbrilluccica.
Solo fulmini
Ricordo solo altri due romanzi che mi hanno preso così: Notturno di Isaac Asimov e Robert Silverberg, e I Regni di Darkover di Marion Zimmer Bradley, ma leggere Brenna - La Fiamma è stato come se un Sam Raimi annoiato avesse visto per caso i film di Twilight e avesse deciso, per sfida, di rifarli nello stile di Sam Raimi.
Immaginate la Famiglia Cullen con il Necronomicon e Bella Swan con una motosega, aggiungete delle Drag Queens letteralmente sputate dagli Inferi assieme alla Dea della Morte in persona, e dovreste esservi fatti un'idea di cos'è Brenna - La Fiamma.
Oppure no... forse bisogna leggerlo per farsene davvero un'idea. Dopotutto, siamo nell'Era della Dissonanza, e nulla è già scritto. Voi però continuate a leggere.

venerdì 20 maggio 2022

Ombre e luci sul Grande Coso Bianco

Ben ritrovati cari lettori. Ebbene sì: finalmente dopo due anni, sono riuscito a rivedere l'interno del leggendario Grande Coso Bianco.
A metà Maggio, per la precisione Sabato 14 e Domenica 15, ho sfidato la calura che è esplosa proprio in quel week-end, e ho corso il rischio dovuto all'impatto psicologico del trovarsi di nuovo in un luogo affollato (le precauzioni anti-CoViD, per certi versi complicano la situazione, facendo sembrare la calca ancora più pesante) e ho varcato di nuovo la soglia della Fiera del Fumetto di Novegro. Per l'occasione, ho voluto sperimentare un nuovo cosplay: modificando il costume del Dr. Pazzo, ho impersonato Donald Blake, la prima identità segreta di Thor nei fumetti Marvel.
Come vedete, sono riuscito a scattare proprio la foto che speravo (Grazie ad Alessia Mainardi, e ai Gruppi Cosplay the Heroes e M.A.T.I. - Marvel Avengers Team Italy).
Come ho trovato la Fiera dopo tanto tempo? Beh, premetto che è stata molto più impegnativa e stancante del solito, quindi la mia impressione potrebbe risultare alterata e parziale. 
Ho notato una leggera contrazione dell'area espositiva generale: i soliti settori c'erano tutti, tra l'area esordienti e la zona dei giochi da tavolo era stata ricavata una vera e propria sala giochi con videogame classici cabinati, che non è proprio una novità, anzi, sta diventando un mainstay in qualunque fiera di questo tipo. Sono stato felice inoltre, di ritrovare gli amici di Aeterna Nox che, come ormai di consueto, sono riusciti ad allestire un delizioso angolo del World of Darkness, come direbbe Morticia Addams.
Nuove proposte anche nell'area mercato, sia per quanto riguarda i prodotti di importazione che l'artigianato locale, a fianco di un'area esordienti che però fatica a farsi notare.
Dall'altra parte della fiera invece, il Villaggio Cosplay vede due nuovi arrivi: il primo è un gruppo dedicato a Metal Gear Solid appena formato, tanto che non ha ancora un nome, ma già agguerritissimo, se mi passate la battuta.
L'altro nuovo stand, che si fa subito notare, è l'ultima follia idea di Stefania Omelchenko, che dopo i successi fieristici di Once Upon a Time Cosplay, e la fortunata serie televisiva What is Cosplay sulla rete locale BOM Channel (condotta assieme a Giulia Griselli-Silente) ritorna con l'altra sua grande passione, la musica Vintage, mettendo assieme un gruppo di cosplayers dei divi degli anni '80 e 90 (qui accanto potete vedere la cosplayer di Miley Cyrus, mentre Stefania stessa, come ci si poteva aspettare, interpreta David Bowie). 
In mezzo a questi due troviamo l'ormai classico stand di Tomb Raider Cosplay, e dall'altro lato i consueti gruppi dedicati a Star Wars, quest'anno con una maggior presenza di Mandaloriani rispetto alle edizioni passate, ma a fianco a loro troviamo ancora l'Accademia di Spada Laser di Jedi Generation e i suoi duelli epici.
Non troppo azzeccate le presentazioni dei gruppi sul palco, che in questa edizione sembrano piuttosto caotiche e raffazzonate, e non sempre accompagnate dalla musica adatta.
Nonostante un'offerta così variegata inoltre, sia l'area mercato che il Villaggio Cosplay sembrano leggermente contratti rispetto agli anni passati, pur senza arrivare al declino catastrofico del Cartoomics.
Nell'insieme anzi, ho avuto l'impressione che alla Fiera nel complesso mancasse qualcosa, anche se non sarei in grado di dire cosa. Probabilmente, gli shock ripetuti che abbiamo dovuto sopportare in questi due anni hanno richiesto un tributo più pesante di quanto ci siamo resi conto.
La Fiera del Fumetto di Novegro però resiste e prospera... dopo tutto, chi se non i supereroi possono salvare il mondo?
Continuate a leggere.


giovedì 5 maggio 2022

Dr. Strange nel Multiverso della Follia

Alcuni miei colleghi, nel recensire questo film, lo hanno definito "un delirio" (in senso buono presumo, dato che, per evitare spoiler, ho evitato anche le recensioni). In realtà penso che, chiunque abbia una buona conoscenza dell'opera letteraria di H. P. Lovecraft, e una modesta familiarità con la filmografia di Sam Raimi, potrebbe trovare in questo film una specie di linearità, quasi degli elementi di banalità, pur gestiti con la massima eleganza, che fa sublimare il banale nel classico.
Capisco però, che per tutti gli altri, certe immagini possano risultare... bizzarre o disturbanti.
Persino il titolo rimanda al classico racconto Lovecraftiano "Alle montagne della Follia". Se non lo avete letto fatelo, e poi guardate di nuovo il film, vi aiuterà a capire meglio il quadro d'insieme.
La firma di Raimi invece si riconosce in alcune scene da vero e proprio classico dell'orrore disseminate qui e là, senza però rinunciare, in linea con la tradizione degli anni '90, a stemperare il mostruoso con la battuta, l'orrore fisico e psicologico con un pizzico di ironia quasi demenziale. Demente in fondo è solo un'altra parola per Folle, e quando il terrore ti spinge verso la follia, una risata non solo non ti seppellisce, ma a volte riesce addirittura a farti sorgere dalla tomba (letteralmente!).
L'Amore invece, non sempre ti salva, anzi, nel caso di Wanda Maximoff potrebbe addirittura trascinarti ancora più in profondità nell'Abisso.
Ogni singolo personaggio in questo film deve affrontare i suoi demoni, sia metaforici che reali, ma Wanda più degli altri mi è sembrata tragica.
Stephen, al contrario, sembra quasi riuscire a trovare una sorta di pace. Sembra.

Dagli Illuminati mi aspettavo qualcosa di più, ma in questo film il loro ruolo era secondario, e serviva più da introduzione.
Fra loro, ho apprezzato soprattutto il Professor Xavier, mentre Reed Richards non mi ha convinto del tutto, ma aspetto di vederlo nel prossimo film sui Fantastic Four.
Spettacolare la lotta tra donne che vede impegnata Capitan Carter e la Cattiva, specialmente il momento in cui Sharon, coerente col suo personaggio, capisce di non potercela fare ma non si arrende lo stesso.
Come tutte le opere Marvel, questo film dovrebbe essere letto su più livelli. Aspetto l'uscita su Disney Plus per rivederlo con calma.

martedì 3 maggio 2022

Malpensa Comics & Games Beltane Edition

Quella che noi chiamiamo "Festa dei Lavoratori" è soltanto l'ombra di ciò che era per i nostri Antenati: loro la chiamavano Beltane, e segnava l'inizio della stagione calda e luminosa, il momento più importante dell'anno.
Oggi gli Dei sono tutti qui.
Non cercateli altrove.
A causa delle discrepanze tra il nostro calendario e il loro, qualche volta il Primo Maggio cade in Luna Calante, che è considerato di cattivo auspicio.
Quest'anno cade proprio in Luna Nuova, e corrisponde ad altri due eventi di grande significato: un'eclissi di Sole (agli antipodi) e... Milano Comics & Games.
La seconda edizione post-CoVid della Fiera del Fumetto della Malpensa rappresenta quindi non solo un nuovo inizio, ma si apre anche con tantissime interessanti novità. 
Nelle edizioni passate infatti, la Fiera del Fumetto si svolgeva assieme alla Fiera dell'Elettronica, che si trovava nel padiglione a fianco. Quest'anno abbiamo conquistato anche il secondo padiglione, soppiantando la Fiera dell'Elettronica (che non ha mai avuto gran che da offrire, a parte un bel po' di insegne luminose, qualche tastiera un po' strana e un mucchio di torce a led).
Questo ha permesso di ampliare l'area dedicata agli esordienti, di cui si era sentita la pesante mancanza al Cartoomics, oltre che di creare una vasta area dedicata ai videogiochi per computer (almeno le tastiere strane sono servite a qualcosa) con accanto un'area per i giochi più "tradizionali" (beh, per il gioco di carte dei Digimon... non si può avere tutto). Nell'altro padiglione invece, era stata allestita una vera e propria sala giochi, completa di cabinati vintage ricostruiti.
Non meno vasta l'offerta dei tradizionali giochi di ruolo, da tavolo, L.A.R.P. e Wargames, che vede non solo una moltitudine di nuove proposte tra cui Wrath & Glory, il gioco di ruolo Zombicide Chronicles, integrabile con la versione board game Zombiecide con cui forma un sistema di gioco innovativo, il ritorno dei Librigame, con i classici della serie di Lupo Solitario accanto a novità come Carmilla: il Bacio del Vampiro e la nuova edizione commemorativa di Hero Quest, ma anche l'apertura di nuovi negozi, come Secret Loot e Gamer's Hoard, che si sono radunati nei padiglioni della Malpensa dai luoghi più esotici come Bergamo, Torino e la lontana Roma.
Nonostante lo spazio espositivo raddoppiato, la Fiera ha visto una notevole affluenza di pubblico, la foto che vedete accanto è stata scattata sabato, e non aveva ancora raggiunto il picco di domenica (è stato comunque fatto tutto il possibile per rispettare le direttive vigenti contro il CoVid).
In conclusione, quest'anno Milano Comics & Games è stato un grande successo, che lascia presagire ottimi auspici per il futuro. Unico neo, la cronica situazione dei parcheggi.
Continuate a leggere.

lunedì 25 aprile 2022

The Northman

Un film ispirato a una saga islandese del nono secolo, che ha ispirato a sua volta l'Amleto di William Shakespeare. Vi aspettavate un altro film tratto da un fumetto? Vi svelerò un segreto: in realtà è proprio a questo che si ispirano i fumetti. E certi giochi da tavolo... se cercate la definizione di "cupa oscurità" questo film lo è in pieno.
Non è per i deboli di stomaco: è violento, estremo, viscerale (letteralmente: le viscere si vedono proprio, insieme a varie altre parti sparse un po' in giro). Ma dovete guardare più in là: in un mondo intriso di ferocia e morte, risalta ancora di più la selvaggia bellezza del paesaggio islandese, l'amore di Amleth per "Ophelia" (in realtà Olga della Foresta di Betulle, una sacerdotessa slava) e l'ostinata determinazione di lei a sopravvivere ad ogni costo, non solo per se stessa, ma anche per chi ama.
Epico dall'inizio fino ai titoli di coda: dopo aver assistito allo scontro finale, andate a rivedere La Minaccia Fantasma, non lo guarderete più allo stesso modo.
Sono uscito dal cinema sotto un temporale.
Non c'è altro da aggiungere.

mercoledì 20 aprile 2022

Harp & Tap

Ci sono articoli che restano tra le mie bozze per settimane o mesi, senza che riesca a scriverli: a volte rimangono sommersi tra gli appunti, altre semplicemente non riesco a scriverli come vorrei.
Spesso è solo grazie alla mia testardaggine che finalmente vedono la luce. Come ora.
Questo è un articolo che volevo proprio scrivere: il ritorno sulle scene di Adriano Sangineto, specie in una veste così inusuale, non poteva semplicemente passare in archivio in silenzio. 
Il 5 Aprile 2022 infatti, si è tenuto al Teatro Binario 7 di Monza il primo di tre spettacoli che lo vede protagonista (l'unico a cui ho assistito di persona).
Ho preferito concentrarmi su questo proprio per la sua impostazione insolita, così lontana dal consueto repertorio a cui l'artista ci ha abituato, che lo rende innovativo su più di un solo livello.
Quante volte ci è capitato di vedere Adriano Sangineto che balla il tip-tap? (Lo ripeto: Adriano Sangineto che balla il tip-tap).
Ad accompagnarlo sul palco, al posto di Caterina Delphine, questa volta troviamo Ilaria Suss, che oltre a essere sua partner sul palco è stata anche la sua insegnante (e a guardare l'allievo, direi che ha fatto un discreto lavoro).
La scenografia è ridotta a qualcosa che chiamare essenziale sarebbe un understatement: l'arpa classica che tante volte abbiamo visto è affiancata da nient'altro che due sedie pieghevoli contro un fondale completamente nero.
Il fonico Francesco Pederzani tuttavia, grazie a giochi di luci che variano dal rosso all'arancione fino al blu intenso, riesce a trasformare la scena, aggiungendo una selezione di brani musicali al sintetizzatore che diventano un vero e proprio strumento, in grado di duettare sia con l'arpa che con le scarpe da tip-tap. Il risultato rimanda a suggestioni di tipo Vaporwave altamente atmosferiche.
In  questo modo si trasforma lui stesso, diventando ben più di un tecnico di scena che svolge un ruolo di mero supporto, ma a tutti gli effetti un terzo performer, invisibile, eppure altrettanto presente quanto gli altri due.
Lo stesso Adriano Sangineto comprende, anzi sottolinea questo ruolo, quando, al termine dello spettacolo  invita anche lui sul palco e lo presenta al pubblico.
La Musica Celtica del resto si è sempre distinta dalla semplice ripetizione dei pezzi tradizionali tipica di altre correnti Folk, e ha saputo integrare elementi innovativi in diverse occasioni, superando la dicotomia ignorante fra tradizione e modernità, e ricomponendo la frattura in una sempre nuova forma d'arte.
Continuate a leggere.