sabato 30 ottobre 2021

Grand Guignol de Milan: deSade Inferno


Prima di iniziare, devo avvertire i miei lettori: come avrete intuito dal titolo, questo articolo tratta temi forti, e argomenti non adatti a tutti.
Se ritenete che certi contenuti non siano adatti a voi, non continuate a leggere.

 

Cari perversi lettori, quelli di voi che sono ancora con me, esiste forse un momento dell'anno migliore di questo per celebrare il ritorno del Grand Guignol de Milan? Credo di no.
Sono Napoleone! (Torriani)
Esiste forse qualcuno, più del Grand Guignol de Milan, in grado di sorprenderci con una performance strabiliante, proprio quando pensavamo che ormai avessero imboccato la via della decadenza? A parte che loro in Via della Decadenza probabilmente ci abitano, ma direi proprio di no.
Ecco quindi Miki Barbieri Torriani che, dopo la sua miglior interpretazione come ballerina, tira fuori la sua migliore interpretazione come attrice, passando senza battere ciglio dal folle al tragico, dalla commedia all'incubo, fino alla fine dello spettacolo dove mette in scena la sua stessa morte, con un uomo distrutto che ne abbraccia il cadavere... solo per essere svegliato dalla sua voce pochi attimi dopo.
DeSade. No... non la discoteca... 
Ecco Gianfilippo Maria Falsina Lamberti che smette i panni a lui consueti del decadente ottocentesco Principe delle Tenebre per indossare quelli del decadente settecentesco Divin Marchese.
E anche lui, come Miki, ci sorprende, trascinandoci in un'allegra discesa all'inferno, come fa di solito, ma in modo opposto al solito.
Il suo DeSade è un personaggio tragico, intimista, quasi più vittima che carnefice di un'epoca ancora più brutale di lui, incatenata da una morale disumana e perversa, al cui confronto la tortura sembra una liberazione, e le parole che rivolge al pubblico, una benedizione, una sublime verità.
La scena si sposta nel tempo e nello spazio, tra sogno e realtà, mostrandoci di volta in volta gli ultimi anni di vita del Marchese, il suo decadimento fisico che va di pari passo con la sua degradazione (esaltazione?) morale, fino a trasformarlo nel suo fantasma, l'apparizione di un santo perverso che, un numero imprecisato di anni più tardi, turba i sogni di un uomo che sembra normale, ma che invece nasconde oscure pulsioni e una vera e propria ossessione per un racconto inedito dello stesso DeSade. 
Spinto dalle sue visioni, arriverà a coinvolgere la moglie, nel sogno una prostituta (qui la Torriani dà il meglio di sé, interpretando due ruoli opposti e speculari) e il medico di famiglia (già in segreto l'amante di lei) in un gioco destinato a finire in tragedia, ma da cui nessuno, neppure la vittima, si sottrae. Ma succede davvero?
Grazie a Miki per la brioche (non chiedete) 
Il Grand Guignol infatti non è nuovo a questi rapidi passaggi tra realtà di tutti i giorni, follia e incubo, presente e passato. Tuttavia, se di solito ciascuna parte occupa un suo spazio all'interno della scena, qui i confini si fanno sfumati, indefiniti, ripetendosi in una spirale di cui non ha senso chiedersi se sia ascendente o discendente, tanto alla fine riporta allo stesso punto, alla stessa scena, allo stesso dialogo, che si vedeva all'inizio, ma ora è in piena luce mentre prima era avvolta dal buio.
DeSade Inferno resterà in scena a Milano, al Teatro Tertulliano, il 29, 30 e 31 Ottobre 2021. Non vi mostrerò le foto dell'orgia, andate a vedere lo spettacolo.

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