mercoledì 14 febbraio 2018

Black Panther

Un altro film tratto da un fumetto?
Sì.
Ma non ti annoi mai?
No: lo scopo di un fumetto è di far riflettere senza scadere nella predica.
Questo film non è il genere di storia che sarei andato a vedere, se non ci fosse stato di mezzo un supereroe. Ma non ho rimpianto un solo centesimo dei soldi del biglietto.
Cosa abbiamo imparato oggi? Che anche in un mondo di supereroi c'è sempre spazio per allargare i propri orizzonti.

lunedì 12 febbraio 2018

PotterRaduno 2018: il Draghile


ATTENZIONE!


QUESTO ARTICOLO
CONTIENE IMMAGINI
E TRATTA ARGOMENTI
NON ADATTI AI BABBANI

In ottemperanza alla direttiva 509 del
Ministero della Magia dell'Insubria
Dipartimento per la Protezione dei Babbani



Il più grosso ostacolo nelle relazioni tra la Comunità Magica e i Babbani, e la principale ragione della separazione tra le due, è l'atteggiamento dei Babbani nei confronti della Magia.
Nella loro mente, la Magia é qualcosa che sta al di fuori, o va addirittura contro, un supposto "Ordine Naturale" stabilito da... qualcos'altro che sta al di sopra, e quindi parimenti al di fuori, di questo stesso ordine.
Come questo abbia senso non sono mai riuscito a capirlo: è un tipico esempio della contorta mentalità babbana, che non risparmia neppure i loro cosiddetti scienziati, i quali conservano l'atteggiamento di dogmatica diffidenza nei confronti della Magia senza capire che la Magia é Scienza.
E la Scienza, cosa ancora più importante, è Ricerca, non una serie di nozioni preconfezionate da barrare come Vero o Falso.
Come dimenticare gli studi pionieristici di Lady Elisabeth Pepplepot, che ha spalancato la porta sul Regno delle Fate durante l'Era Vittoriana?
Ancora oggi tuttavia, la nostra conoscenza dei Draghi rimane estremamente limitata, in parte perché, se già è difficile avvicinare una fata, figurarsi un drago, in parte perché, sebbene i Draghi dormano per secoli, svegliarne uno per fargli delle domande potrebbe avere devastanti conseguenze per l'incauto ricercatore.
Una soluzione, per quanto imperfetta, a questi inconvenienti, potrebbe essere l'allevamento dei Draghi in cattività, come proposto dalla nota strega ricercatrice Andrea Wise, che dirige il primo draghile legalmente autorizzato esistente al mondo.
Il suo lavoro, in questi ultimi anni, ci ha dato una comprensione dei draghi senza precedenti, paragonabile alle scoperte sulle fate di Lady Pepplepot più di un secolo fa.
Per sfortuna, anche se comprensibilmente, gli studi della Dottoressa Wise restano molto controversi sia dal punto di vista scientifico che etico, rendendole molto difficile reperire i fondi.
Per questo motivo, da quest'anno il Draghile ha deciso di autofinanziarsi con un'attività parallela, la lettura dei fondi di tè, ma non essendo attrezzato alla preparazione del tè, consigliava di andarlo a prender al bar e di portarsi dietro la tazza vuota. La Fortuna ha voluto che, all'ultimo PotterRaduno, lo stand del Draghile si trovasse a pochi passi dal banco della Tea & Coffee House, che propone una vasta selezione di miscele esotiche da un luogo esotico (Ravenna. Hey, questo sito si chiama "Duca di Insubria". Per noi, qualunque posto a sud di Ferrara é esotico).
Nell'interesse della Ricerca, ci auguriamo che questa partnership, nata per caso, possa continuare e produrre risultati in futuro.

NOTA: questo articolo é stato scritto dal Dottor Alboino Maria Adalberto Pazzo, che da oggi in avanti collaborerà come consulente scientifico della nostra testata.
Continuate a leggere.

sabato 10 febbraio 2018

Pirati dei Caraibi Italian Brotherhood sbarcano a Novegro

Sebbene il PotterRaduno meriti un capitolo (e abbia uno spazio) a sé, troviamo delle piccole oasi dove le varie associazioni di cosplayers hanno ricreato parte del mondo in cui vivono i loro eroi.
Si può andare da Gotham City alla X-Mansion passando per Storybrooke, una città moderna in cui vivono i personaggi delle fiabe, ma lungo la strada vi conviene cercare un rifugio dai morti che camminano. Oppure, potete esplorare qualche antico tempio con Lara Croft. Ma dove potrei andare, se tra una battaglia e l'altra volessi semplicemente un goccio di rum?
Un buon posto sarebbe la taverna dei Pirati dei Caraibi - Italian Brotherhood: non è difficile arrivarci, dovete solo seguire la mappa.
L'oste non è esattamente l'anima della festa, ma almeno non cammina e non cerca di mangiarti.
Quest'anno i pirati sono stati costretti a fare qualche cambiamento di rotta (non saranno al Cartoomics) e anche qualche modifica all'equipaggio.
Tia Dalma (Ilenya Violet) non ha potuto partecipare a questa edizione, e non c'è traccia neanche di Davy Jones (per fortuna) ma come recita il vecchio detto dei pirati, ci sono tanti pesci nel mare.
Tra le nuove reclute dell'equipaggio Stefania Laporta, che avevamo già incontrato diverse volte nei panni di una misteriosa dama gotica, ma che non ha l'aria di avere problemi a scambiare le atmosfere diafane e decadenti di un'antica dimora infestata per la brezza salmastra di Tortuga e la pessima compagnia di una locanda di bucanieri, anzi direi che è pronta per salpare con la ciurma. Levate le ancore, issate le vele e continuate a leggere, pendagli da forca!

giovedì 8 febbraio 2018

PotterRaduno 2018 - Introduzione


ATTENZIONE!


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NON ADATTI AI BABBANI

In ottemperanza alla direttiva 509 del
Ministero della Magia dell'Insubria
Dipartimento per la Protezione dei Babbani



L'edizione invernale del Festival del Fumetto di Novegro ha ospitato il PotterRaduno fin dalle origini del PotterRaduno, e negli anni alcuni ospiti sono diventati non solo fissi, ma da un anno all'altro si trovano sempre negli stessi posti.
In un mondo come quello in cui viviamo, dove tutto si muove alla velocità della Luce (per restare in tema con i Fumetti) anche lo spazio che separa la novità dalla tradizione sembra essersi così ridotto da farci scivolare da un'epoca nella successiva senza quasi neanche accorgercene.
Questo non significa che non ci siano state delle novità quest'anno... anche se alcune non erano per forza dei miglioramenti: un concorso di Body Painting lo vedo bene al Bustofolk ma non capisco cosa c'entri con Harry Potter, specie se per farcelo stare è stato tolto il tavolo delle conferenze in stile Grande Salone di Hogwars e relegato gli interventi degli scrittori in un angolo.
Non certo qualcosa di appropriato per un raduno di appassionati a qualcosa, nato come una serie di libri, e ambientato in una scuola.
Non credo tuttavia che il vero problema sia legato al Body Painting di per sé, ma a qualcosa di più vasto che riguarda tutto il Festival del Fumetto di Novegro e più in generale ogni cosa legata al Fumetto.
É un aspetto del rapidissimo radicamento di cui parlavo all'inizio: stiamo crescendo molto più in fretta degli spazi necessari a contenerci (proprio mentre scrivo mi arriva, in tempo reale una notizia che sembra voler dare un'ulteriore, ironica conferma di questa tendenza). Non mi dispiace affatto, anzi, spero che arriveremo a  diffonderci come un'erbaccia, che cresce ovunque ed è impossibile da estirpare.
Ogni buon lettore sa che, se esiste qualcosa di cui non si può fare a meno, e che non è mai abbastanza, è lo spazio per i libri e per i fumetti. Se vogliamo provare a immaginare come saranno i prossimi anni, credo che il mondo intero sarà impegnato a creare più spazio per i fumetti.
Continuate a leggere.

mercoledì 7 febbraio 2018

Novegro Winter 2018 - Introduzione

Dopo un 2017 molto pesante e la semi-forzata semi-inattività di Dicembre e Gennaio, aspettavo con ansia questa edizione del Festival del Fumetto di Novegro per avere una conclusione che fosse anche una nuova partenza.
É stato rigenerante poter discutere di nuovi progetti con vecchi amici, e di vecchi classici con amici nuovi, e anche se nessuno di noi si è ancora del tutto ripreso dai sintomi dell'influenza stagionale e, almeno per me, questa fiera ha consumato più energia del solito, sono arrivato alla fine con un gran senso di soddisfazione.
La presenza di maggior rilievo é stata senza dubbio Alessia Mainardi, che ho dovuto inseguire da un capo all'altro della Fiera, cioè dal Potterraduno alla gara Cosplay, dopo un cambio d'abito e un giro ai box per cambiare i cerchioni (dal verde di Harry Potter all'oro di Lady Loki). Alla fine sono riuscito a raggiungerla nell'Area Ristoro, dove si era fermata assieme a Nonna Betty, ma solo per perderla di nuovo quando è comparso il Cubo Cosmico (è una lunga storia).
In questo paese ci sono falsi invalidi, disoccupati cronici, e poi c'é Alessia Mainardi, la dea a rotelle, scrittrice, editrice, imprenditrice, e ancora, nonostante tutto, cosplayer.
Sebbene a Novegro non ci sia un'area dedicata alle auto-produzioni come al Cartoomics, neppure qui mancano i disegnatori: tra di loro, l'illustratrice fantasy e fumettista Niky Moonwitch, un'altra artista che lavora sotto l'ombrello di Alessia Mainardi, e il molto milanese Franco Brambilla con le sue illustrazioni di fantascienza vintage, sia tradizionali che digitali.
Una volta salutati gli amici, ho percorso le bancarelle per qualche acquisto.
Gothic Voltron Force. Non fate domande.
Da Lopposto, un negozio di moda alternativa di Forlì, (Gotica, Punk e Steampunk) ho finalmente trovato la soluzione al problema di dove tenere portafoglio e cellulare quando sono in abiti steampunk, sotto forma di una cintura con grosse tasche e molte, molte borchie.
Nei dintorni de Lopposto ho incontrato il gruppo della foto qui sopra, che si è identificato come la versione gotica della Voltron Force, e ha molto apprezzato il fatto che io sapessi cosa fosse la Voltron Force.
Infine mi sono diretto verso il Draghile di Hogwarts, passando da Storybrooke e non senza fermarmi per un goccio di Rum alla Taverna dei Pirati sull'isola di Tortuga... non preoccupatevi, vi spiego tutto nei prossimi articoli,
ma prima vorrei ringraziare Limited Toys, dove ho trovato alcuni personaggi Lego in edizione limitata, per aver recuperato la macchina fotografica, dimenticata al loro stand, e a "Sailor Luna", la ragazza al banco delle miniature, con cui ho avuto una piacevole discussione su Warhammer 40000 e alcuni utili consigli riguardo ai miei gatti, grazie anche da parte loro.
Continuate a leggere.

giovedì 25 gennaio 2018

Essence of Steampunk - L'Arte del Riuso

A uno dei primissimi raduni Steampunk a cui ho partecipato, nel programma c'era una conferenza intitolata "Riciclare l'Irriciclabile: come creare i vostri accessori Steampunk partendo da materiali di scarto."
Aurelia Gottifredi, madrina dell'evento
Un tema leggermente diverso, ma frutto della stessa filosofia, è stato invece quello dell'ultimo incontro con la Victorian Steampunk Northern Society: "L'arte del riuso".
–L'essenza dello Steampunk è far rivivere il passato in modo nuovo. Quale modo migliore che trovare un nuovo uso per vecchi oggetti, dando loro una "seconda vita"?
Così apre la giornata il direttore del Mercatino dell'Usato di Gallarate, che si trova all'interno del Complesso Leonardo da Vinci, in via Pietro da Gallarate.
L'intero edificio è un vasto complesso industriale d'epoca.
Ora ospita negozi e ristoranti: il Ristorante Degustibus (A Tutto Malto), poco lontano, è un altro degli sponsor della giornata. Il retro del locale ospita il Birrificio Artigianale di Gallarate. Il programma della giornata prevedeva una visita guidata dal proprietario, conclusa con un assaggio dalla sua selezione (io naturalmente ho scelto una Irish Dark Stout) e la cena per chi desiderava fermarsi.
Gli organizzatori sperano di poter usufruire in futuro di una porzione più ampia degli spazi interni del Complesso, ancora in larga parte dismessi, come setting per eventi di più vasta portata, come set fotografici in costume o un grande raduno Neo-Vittoriano.
Personalmente mi auguro che il Complesso Leonardo da Vinci di Gallarate segua le orme del Museo del Tessile di Busto Arsizio, e diventi parte di una rete logistica che sarebbe la sede naturale per manifestazioni di questo tipo.
Questo blog continua a impegnarsi in tal senso.
Chi non ha partecipato alla visita guidata è rimasto invece a prendere il tè in uno spazio appositamente predisposto del Mercatino dell'Usato. Il Mercatino infatti, ha fornito parte degli arredi scenici del Salotto Steampunk all'ultima edizione del Gallarate Comics & Games.
All'interno di questo salotto improvvisato si è tenuta anche una piccola sessione fotografica, e la presentazione del libro Strider di Luca Grassi, un curioso steam-fantasy in cui la "Lingua antica" é una rivisitazione del dialetto di Busto Arsizio. "Non sono un linguista come Tolkien" commenta l'autore sul suo libro "se avessi provato a inventare un linguaggio, avrei fatto solo pasticci. Perciò ho usato quello che avevo".
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lunedì 22 gennaio 2018

Grand Guignòl de Milan: F.E. ultimo atto

Forse è solo una mia impressione, ma ho notato che, nei giorni precedenti a uno spettacolo del Grand Guignòl de Milan, le visite al mio blog aumentano di un poco, e gli articoli più visitati sono quelli che parlano proprio del Grand Guignòl.
Forse la fama del Convivio d'Arte si è sparsa, e qualche nuovo spettatore vuole farsi un'idea di quello che sta andando a vedere.
Non sono sicuro che questo si traduca in un effettivo aumento delle presenze in teatro, né ho la presunzione di affermare che, se davvero succede, sia tutto merito mio, ma penso di avere la responsabilità di rendere nella maniera più accurata possibile quello che succede sopra e attorno al palco.
Essendo questa una replica, mi aspettavo che non ci fosse troppo da dire, solo una nuova sede per un vecchio copione, ma il Grand Guignòl tiene sempre in serbo qualche orribile sorpresa per il suo orribile pubblico.
I quattro racconti messi in scena sono gli stessi dell'edizione di Londra, viene tuttavia abbandonata, oltre all'Inglese volutamente pessimo, la storia di cornice, che vedeva un fraticello subire, all'inferno, ogni genere di tormenti, sostituita da una serie di siparietti che collegano le storie tra loro, in cui dei servi di scena curvi e deformi subiscono ogni sorta di ingiurie dal presentatore.
É possibile che il pubblico italiano, specie dopo il passaggio da Roma, sia troppo moralista per sopportare le ingiurie a un povero fraticello. Non ha invece alcun problema nell'imporre un ben più umiliante trattamento a un paio di sciocchi e inutili servi, al contrario della barbara Londra, anti-papista per lunga tradizione, dove uno Statuto dei Lavoratori (Statute of Labourers) esisteva già fin dal quattordicesimo secolo.
Il frate fa comunque una breve comparsa nella storia della Vedova del Sempione, di cui resta vittima, anche se, privato del suo ruolo più ampio, sembra un po' fuori contesto, ma é l'unico lato negativo, a mio parere, di uno spettacolo altrimenti ben riuscito come al solito.
Spicca invece per la sua apparente assenza Miki Barbieri Torriani, ma la rivedremo nel numero di chiusura, in cui ripropone il ruolo della bambola meccanica che avevamo già visto a Londra, ma in una versione perfezionata che potrebbe essere la sua migliore interpretazione di sempre.
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