sabato 19 agosto 2017

Shrewsbury, la città del mistero - Prima parte

Avevo sentito dire che la città di Shrewsbury stava diventando la nuova "Hollywood" del fumetto britannico, il luogo dove autori e disegnatori si ritiravano per scrivere e illustrare le loro storie.
La stazione ferroviaria di Shrewsbury
Una voce del genere naturalmente, non poteva non incuriosirmi, ma se erano lì davvero, io non ne ho incontrato nessuno (é probabile che fossero chiusi nei loro studi a scrivere e disegnare).
Shrewsbury però si è rivelata una città interessante per altri motivi, probabilmente gli stessi per cui gli autori di fumetti l'hanno scelta come loro quartier generale.
Nelle sue strade infatti, un misto di architettura del periodo Tudor e di quello Vittoriano danno l'impressione di trovarsi all'interno di un gioco di ruolo fantasy, che si accentua ancora di più quando cala il buio. Nonostante gli edifici più recenti, la piazza principale conserva ancora la tipica struttura tardo-medievale e proto-moderna, con una market-house rialzata su colonne.
La pianta della città tuttavia, ne tradisce la lontana origine Celtica, o meglio Brittonica, e non poteva essere altrimenti, vista la sua vicinanza al confine con il Galles.
Come potete vedere, il fiume circonda la città quasi in ogni direzione, creando una sorta di penisola a forma di pera. il centro si trova inoltre su una piccola collina, che sorge più in alto rispetto al resto dell'abitato.
Tutto questo crea qualcosa di simile a un fossato, con una stretta imboccatura, che circonda una cittadella fortificata che si trova più in alto del territorio circostante. Una struttura talmente diffusa tra i Celti dell'Età del Ferro, da essere con buone probabilità artificiale. Tra i venticinque e i ventitré secoli fa, anche il nucleo storico di Parigi (l'Ile de la Cité) e la città di Cremona (prima che il Po fosse deviato di nuovo, questa volta dai Romani) avevano una struttura simile. Il fiume che circonda Shrewsbury inoltre, é il Severn, citato più volte nelle leggende Arthuriane.
Il più illustre cittadino di Shrewsbury tuttavia, non era un cavaliere, e neppure un mago, anche se ha trasformato l'intera percezione che l'umanità aveva di se stessa e del mondo che la circonda.
Si tratta del naturalista Charles Darwin, che ha formulato la celebre teoria dell'Evoluzione. In queste due foto potete vedere il monumento a lui dedicato: da lontano sembra un normale gazebo a cupola, ma visto da vicino assume una forma completamente diversa, che richiama alle ossa di enormi animali estinti.
Questi "fossili", assieme ad altri riferimenti allo scienziato (incluso il luogo in cui ha vissuto) sono sparsi per l'intera città, per cui, percorrendone le vie, si ha l'impressone di essere entrati in una sorta di labirinto del tempo. Ma Shrewsbury nasconde ancora molti altri segreti.
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venerdì 18 agosto 2017

Rule Britannia... Britannia rule the clicks... the Britons always always shall be geeks!

Ben ritrovati cari lettori, e scusate il lungo silenzio, ma vi assicuro che, se non ho scritto nulla in più di tre settimane, non è perché ero in spiaggia a prendere il sole, anzi tutt'altro.
Alla Bat-Caverna!
Anche le mie vacanze sono state parecchio intense, e se mi sono preso i miei momenti di relax, non ho mai smesso di pensare a voi.
Ora sono di ritorno dai lidi della Splendida Albione, dove come sempre ho avuto modo di viaggiare lungo il confine che separa la realtà dai reami dall'immaginario.
Un viaggio che mi ha portato dal luogo natale di William Shakespeare fino all'indirizzo più famoso del mondo, il 221b di Baker Street, passando per il binario 93/4 della stazione di King's Cross; dalla costa del Galles centrale, dove ho trovato un vero e proprio paradiso Steampunk che sfumava nei luoghi e nelle atmosfere delle leggende celtiche pre-arturiane, fino allo "sprawl" di Birmingham, che sembra uscito dalle pagine di un romanzo di William Gibson.
Forbidden Planet London Megastore
Non ho tuttavia neppure dimenticato di visitare il negozio di fumetti più grande d'Europa, il Forbidden Planet London Megastore, la "nave ammiraglia" della catena di Forbidden Planet sparsi per tutto il Regno Unito e oltre (di cui ho già visitato una buona parte, ma non credo di averli visti tutti). Al Megastore di Londra ho potuto trovare alcuni fumetti in edizione esclusiva, e anche un libro, una pietra miliare dell'horror britannico della seconda metà del  Ventesimo Secolo, ormai quasi introvabile altrove. A questo però dedicherò più spazio in un prossimo articolo.
Megafigures
A poca distanza dal Forbidden Planet Megastore invece (proseguendo per Shaftesbury Avenue, poi girando a sinistra attraverso Chinatown) si arriva a Swiss Court, dove si trova un'altra "nave ammiraglia": il Lego Store di Leicester Square, segnalato dal Guinness dei Primati come il più grande Lego Store d'Europa prima dell'apertura di quello di Piazza San Babila a Milano (una zona già molto "londinese", specie dopo l'apertura dello Starbuck Cafè in Piazza Duomo; il che mi porta a chiedermi, a quando un Forbidden Planet anche qui da noi?).
Se c'é un'impressione che questo viaggio mi ha lasciato tuttavia, più di qualunque altra cosa, è che dai tempi della Regina Vittoria non sia cambiato poi così tanto: nonostante la dissoluzione formale dell'Impero Britannico, Londra continua ad essere, di fatto, il centro dell'Universo, o almeno di una galassia tutta sua.
I HAVE BEEN SHERLOCKED
Ritengo anzi che il vero cambiamento stia avvenendo proprio qui e ora, e che quello che è successo di recente, invece di chiudere al Regno Unito le porte dell'Europa, potrebbe aver riaperto i cancelli del mondo a uno dei pochi paesi europei la cui storia e cultura portano ad un sincero slancio verso l'esterno, anziché a ripiegarsi su se stesso.
Qualcosa su cui sarebbe il caso di riflettere.
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lunedì 24 luglio 2017

Holi Color Festival, Batman!

Come ho detto in un articolo precedente, sto cercando una nuova direzione per questo blog, e posso affermare con una relativa sicurezza che NON sarà questa.
Sì, é lo stesso palco
Tuttavia, penso che mi abbia fatto bene farmi un giro fuori dalla mia zona di conforto, e per quanto certe cose non siano proprio il mio stile, ammetto di essermi divertito.
Sto parlando dell'Holi Color Festival, una bizzarra manifestazione che ha chiuso il Rugby Sound Festival di Legnano 2017 in un catartico e variopinto delirio di gioioso abbandono.
Può darsi che non sia il mio genere di divertimento, eppure anche chi, come me, il suo divertimento lo prende molto sul serio, o forse proprio loro più degli altri, hanno bisogno ogni tanto di lasciarsi andare e tuffarsi semplicemente in mezzo a qualcosa di sconosciuto, diverso, forse un po' naif e di certo molto lontano dagli ambienti (più o meno) raffinati in cui mi vedete di solito (anzi, esattamente all'opposto) ma a modo suo non privo di fascino.
Con mia sorpresa e piacere, ho notato anzi un lieve innalzamento degli standard rispetto a quello che mi sarei aspettato ad un evento di questo tipo, un'atmosfera che ricorda più la rabbia di vivere sobborghi di Los Angeles o di Glasgow che la triste rassegnazione delle periferie delle città italiane.
Nonostante lo sfasamento dell'inizio, prima che partisse la musica e iniziassero a volare i colori, alla fine come vedete anch'io mi sono lasciato andare all'euforia dell'evento, e non solo sono riuscito a tollerarlo meglio di quanto pensassi, ma sono andato via più soddisfatto di quanto avrei creduto possibile.
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martedì 18 luglio 2017

Planet of the Apes: War

Un monito contro i totalitarismi e i fanatismi, a tratti disturbante, a tratti lirico, ma che forse tende a essere troppo sentimentale e a lasciarsi trascinare dalle emozioni.
I paesaggi sembrano avere più peso nella trama dei personaggi, che appaiono invece privi di spessore. La battaglia finale sottolinea l'inutilità di tutte le guerre, ma si spinge forse un passo troppo in là, diventando inutile anche per la trama.
Questa terza versione del Pianeta delle Scimmie riesce ad essere ancora meno all'altezza dell'originale della seconda precedente, al massimo dà un nuovo significato all'espressione "abbraccia-alberi".

mercoledì 12 luglio 2017

Paddies Night - Legnano

Il secondo evento del tour estivo 2017 dei Gens d'Ys segue di appena un paio di giorni la chiusura ufficiale dei corsi, ma di Irish Music non ne ho mai abbastanza, quindi vale la pena di fare un giro fino a Legnano per andarli a vedere.
Il Castello di Legnano
Tra l'altro, non ero neppure mai stato al Castello Visconteo: sebbene non resti in piedi molto delle mura originali, all'ingresso si può ancora distinguere la tipica merlatura viscontea a coda di rondine che richiama all'area alpina, diversa dalla merlatura piatta tipica invece dell'Italia Centrale.
I Gens d'Ys hanno presentato in anteprima il nuovo numero di danza del loro repertorio, ma non voglio anticiparvelo prima del Bustofolk, fino ad allora resterà un segreto tra i ballerini e il pubblico.
Sempre più a suo agio Arianna a fronte palco, ma anche tutti gli altri non sono da meno, tra cui Selene e di nuovo Arianna in Stolen Kiss, e l'eccellente  performance di David, che spicca in un altro brano tratto da Lord of the Dance.
L'esecuzione è stata perfetta come sempre, di questo potete rendervi conto da soli.
Una volta terminata l'esibizione, i GdY sono scesi dal palco per mescolarsi tra il pubblico (tra cui alcuni allievi del corso di Legnano) e coinvolgerlo, come sempre fanno, in un giro di Canadese prima che iniziasse il concerto dei due gruppi successivi.
The Clan
I "gruppi successivi", per la cronaca, sono stati i the Clan, una band Folk-Rock locale che si era già esibita assieme ai GdY nella Paddies Night dell'anno scorso, e a chiudere la serata i Rumjacks, musicisti Folk-Punk che arrivano addirittura dall'Australia, entrambi introdotti con la sua abituale verve da Umberto Crespi, come al solito padrone del palco.
Nonostante questo, tuttavia, mi è sembrato che i Gens d'Ys non fossero del tutto a casa, che subissero l'atmosfera di quello che avevano attorno invece di proiettare la loro come fanno di solito.
Forse era la struttura stessa del Rugby Sound Festival, più orientata verso un concerto rock che a un tipo di musica più intima come quella irlandese, o forse perché non c'era la Guinness (Kapuziner? Che roba é?) ma ho avuto l'impressione che stavolta mancasse qualcosa.
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martedì 11 luglio 2017

Rugby Sound Festival - Introduzione

Quest'anno credo di aver attraversato la più grossa crisi, sia personale che professionale, da quando ho iniziato questo blog.
Almeno per il momento posso dire di averla superata, e spero che mi serva da sprone per muovere la mia attività e il mio personaggio in una nuova direzione.
Per quanto io possa essere determinato tuttavia, devo fare i conti con la tempistica: il mese di luglio è sempre stato per me il più complicato da gestire.
Quest'anno mi sarebbe piaciuto seguire i Gens d'Ys a Celtica, il festival internazionale tra le montagne della Val d'Aosta, una sorta di grande raduno tribale per tutti quelli che gravitano nell'area Irish-folk. Invece mi sono dovuto accontentare del Rugby Sound Festival, che ha tenuto impegnato per nove serate il Parco del Castello Visconteo di Legnano.
Di queste nove, due sono state quelle a cui ho partecipato, e a una se non altro, la Paddy Night del due luglio, c'erano anche i Gens d'Ys.
L'evento infatti si inserisce nel loro tour estivo, che si é aperto il week-end precedente a Trieste, per poi continuare il sette, otto, e nove luglio a Courmayeur con Celtica, e in seguito con altri eventi tra la Lombardia, il Lazio e la Toscana.
Il secondo evento é stato quello che ha concluso l'intero festival, e per me si é trattato di qualcosa di molto diverso rispetto a quello a cui sono abituato e a cui ho abituato voi, uno strano viaggio al di fuori della mia solita zona di conforto. Non credo che ripeterò l'esperienza tanto presto, ma non vedo l'ora di condividerla con voi.
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giovedì 6 luglio 2017

Spider-Man: Homecoming

Salve, sono Captain America, e sono qui per parlarvi del nuovo film di Spider-Man.
Di certo vi starete chiedendo "Cosa c'entra Captain America, se questo é un film su Spider-Man?"
Ottima domanda!
Ma una domanda ancora migliore sarebbe... "Gli altri film su Spider-Man sono stati tutti un po'... deludenti. Questo é diverso?". A prima vista, no. Ma non siate troppo precipitosi nel giudicare. La scena del salvataggio al Monumento di Washington ha tenuto col fiato sospeso persino me, e io, non voglio vantarmi, ma di salvataggi eroici ne ho visti più della mia giusta parte.
Ci sono tante piccole sorprese in questo film. Magari preferireste fare qualcosa di più "fico", come che so, andare in discoteca o farvi una nuotata notturna. Ma, se volete davvero fare un favore a voi stessi, se volete fare la cosa giusta, date retta a Captain America: andate a vedere questo film. E cosa ancora più importante: restate fino alla fine.