giovedì 17 settembre 2026

GWR Steam Museum

Non c'erano posti dove fermarsi a dormire ad Avebury, quindi, per arrivarci, ho dovuto alloggiare nella vicina cittadina di Swindon.
Qui ho trovato qualcosa che mi ha convinto a fermarmi un giorno in più: nel diciannovesimo secolo infatti, Swindon era il quartier generale della Great Western Railroad, una delle quattro compagnie che gestivano il trasporto ferroviario in Gran Bretagna prima che fosse nazionalizzato in anni recenti, e che ha contribuito a fare la storia della Rivoluzione Industriale almeno per quanto riguarda i treni a vapore, che sono un'icona di quel periodo.
Swindon non era solo il centro amministrativo della Great Western, ma anche il luogo dove locomotive e vagoni venivano fabbricati, e poi assemblati pezzo per pezzo, dai bulloni alle cuciture dei sedili. 
Oggi quella che un tempo era la fabbrica è diventata un museo, dove è possibile ripercorrere le tappe di quello che ai tempi fu uno sviluppo tecnologico pionieristico.
Per i tempi, la Great Western Railroad era all'avanguardia,  oltre ad avere diversi vantaggi tecnici sulle sue concorrenti: non solo vantava prototipi dalle prestazioni superiori, ma i suoi treni erano più comodi e veloci grazie a un maggiore scartamento dei binari. 
Sfortunatamente, questo complicava di parecchio i viaggi verso il resto dell'Isola, con i passeggeri che erano costretti a cambiare treno, e le merci che subivano grossi ritardi di consegna perché era necessario trasferirli da un vagone all'altro, per cui questo esclusivo miglioramento tecnico fu in seguito abbandonato a favore di uno scartamento standard. 
Eppure, sui treni della Great Western, aveva viaggiato persino la Regina Vittoria, per la quale era stato preparato anche uno speciale vagone di rappresentanza che si trova anch'esso all'interno del museo.
A causa di queste circostanze uniche, la Ferrovia, la sua amministrazione, e tutto ciò che ruotava attorno ad essa, costituiva quasi un mondo a parte. A Swindon praticamente tutti ci lavoravano: o nelle fabbriche o nelle stazioni, o come macchinisti, casellanti o personale di stazione.
La vita di intere famiglie, a ben guardare dell'intera Città, era organizzata attorno ai turni di lavoro, alla sirena della Fabbrica, agli orari di partenza e di arrivo.
Non era raro che il lavoro nella ferrovia passasse da una generazione all'altra, e le stesse strade e gli edifici erano progettati in base alle esigenze degli operai e dei macchinisti.
Un vero e proprio mondo scomparso, che oggi rimane come archeologia industriale.
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venerdì 11 settembre 2026

Avebury - Introduzione

Da quando ho iniziato a viaggiare da un lato all'altro della Manica, i luoghi storici delle Isole Britanniche, in modo particolare i monumenti preistorici che sono avvolti da un'aura quasi mistica, sono sempre state per me delle tappe privilegiate. 
Stonehenge è stato uno dei primi che ho visitato, seguito dal Tor di Glastonbury, dove sono tornato varie volte.
C'è sempre stato un posto che, pur avendo voluto visitare per molto tempo, e nonostante la sua ovvia importanza storica, è rimasto al di fuori dei miei itinerari: il cerchio megalitico di Avebury.
Questo perché Avebury oggi è un villaggio di campagna circondato da pascoli, un'immagine quasi bucolica che nasconde il vero motivo che ne fa un luogo di pellegrinaggio (ed è più di una semplice metafora): ad Avebury si trova il più grande cerchio megalitico non solo delle Isole Britanniche, ma dell'intera Europa. Più vasto del pur impressionante sito di Carnac, nella Bretagna continentale.
Così grande infatti, che buona parte del villaggio si trova al suo interno.
La struttura risale a più di seimila anni fa, cioè all'inizio del Neolitico. 
Sarebbe azzardato affermare che tutta la nostra civiltà è iniziata da qui, molto probabilmente non è così, tuttavia, Avebury e altri siti simili hanno segnato una svolta epocale per l'Europa, più di un millennio prima che la più antica delle Piramidi venisse costruita.
All'interno del fossato, un solco circolare di 1,35 chilometri, largo 21 metri e profondo 11, per un'area complessiva di 115000 metri quadrati attorno a cui, in seguito, sono state disposte le enormi pietre, sono state ritrovate ossa di mucca (scapole) e di maiale, e corna di cervo.
L'ipotesi è che siano stati usati come attrezzi da scavo: una scapola di mucca, grande e piatta, se legata a un lungo bastone di legno può diventare una vanga, mentre le corna di cervo, allo stesso modo, possono essere usati come rastrelli. I maiali venivano probabilmente allevati per la carne.
Il sito è stato usato per quasi duemila anni come luogo cerimoniale, per poi essere abbandonato a favore di altri luoghi, probabilmente Stonehenge.
Oggi tuttavia, è di nuovo utilizzato.
Il giorno che ho scelto per visitare Avebury era il primo di Agosto, e non l'ho scelto a caso: a quella data corrisponde la festa celtica di Lughnasad.
Sebbene non lo avessi programmato, ho incrociato la cerimonia del Cerchio Druidico locale, e poichè si trattava di un evento aperto al pubblico, ho colto l'occasione per partecipare: la perfetta conclusione per un giorno tanto importante.
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